Le femministe iraniane si ribellano: “L’hijab è un segno di sottomissione”, mentre la premier neozelandese sceglie di indossarlo.

La premier Ardern ha scelto di indossare l'hijab per solidarietà dopo l'attentato in Nuova Zelanda
La premier Jacinda Ardern sceglie di indossare il velo per solidarietà

La premier Jacinda Ardern ha scelto di indossare l’hijab dopo l’attentato ai danni di due moschee avvenuto nel suo paese, e molti hanno applaudito il suo gesto. L’intenzione era chiaramente quella di dimostrare solidarietà nei confronti della comunità musulmana che aveva subito un doloroso attacco.

in Nuova Zelanda l'attenatato ai danni di due moschee ha causato 49 morti
L’attentato in Nuova Zelanda ai danni di due moschee ha ucciso 49 persone

Il gesto della premier non ha riscosso nessun successo tra le femministe iraniane. A porvi l’attenzione è stata Masih Alinejad, fondatrice del movimento dei Mercoledì bianchi, giorno in cui le donne tolgono il velo in segno di protesta. “Voglio dire chiaramente alle politiche occidentali, alle turiste o alle atlete che vengono nel mio bellissimo Paese e dicono di indossare l’hijab in segno di rispetto per la nostra cultura che chiamare una legge discriminatoria parte della nostra cultura è un insulto alla nostra nazione” ha scritto l’attivista.

Masih Alinejad è una femminista iraniana fondatrice del movimento dei mercoledì bianchi
Masih Alinejad, femminista fondatrice del movimento Mercoledì bianchi

L’attivista ha spiegato di ammirare il fatto che la premier sentisse compassione verso la comunità musulmana. Ma, ha aggiunto, “mi ha spezzato il cuore vederla velata”.
Comprese dunque le intenzioni della premier, ma criticate le modalità, che hanno gettato nelle desolazione le “persone che combattono contro l’oppressione teocratica che lei ha scelto di rendere un simbolo”.

In Iran si può essere arrestate se ci si mostra in pubblico senza il velo. Nel febbraio dello scorso anno sono state arrestate 29 donne perché protestavano contro lo hijab obbligatorio.
Ma anche nel mondo occidentale, coloro che scelgono di non portare un velo, non sono immuni da pericoli. Molti ricordano la ragazza musulmana di Bergamo, uccisa dai parenti perché “vestiva all’occidentale”.

In Iran le femministe protestano contro l'obbligatorietà dell'hijab
In Iran le femministe protestano contro l’obbligatorietà dello hijab

Il gesto della premier è stato giudicato “un insulto a noi donne”.
Come ha spiegato Alinejad, infatti, il velo è uno dei simboli più visibili dell’oppressione delle donne islamiche. Utilizzarlo come segno di vicinanza alla comunità islamica è oltraggioso.

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