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Le false notizie sono diffusissime e trovano terreno fertile soprattutto nei social, come Facebook. Anche questa notte ne ho trovate almeno tre. Sono sempre le stesse che girano, più o meno modificate. I siti che le propongono sono sempre i medesimi, eppure c’è gente che non riesce a fare a meno di condividere.

Eppure basterebbe così poco per verificare una notizia oggi. Infatti sarebbe sufficiente copiare il titolo della presunta news in un qualsiasi motore di ricerca e leggere anche gli altri link che vengono suggeriti.
Capita così che si imbatta in articoli che smentiscono la notizia che si stava per divulgare.
Non va sottovalutata la divulgazione tramite Facebook, perché in un solo attimo raggiunge decine di migliaia di persone. E diventa una bomba pericolosissima.
Crea un esercito di nuove condivisioni, soprattutto se la falsa notizia riguarda la politica.
La notizia così rimbalza e si riproduce, creando una falsa informazione che presto si diffonde come fosse vera.
Logicamente più la news è fantasiosa più ha presa e se riguarda la politica non ne parliamo.

Inizialmente erano notizie legate alla morte (falsa) di personaggi famosi del mondo dello spettacolo. Poi la politica, e ora quelle che hanno più prese sono quelle legate agli immigrati.
Quello che molti non capiscono è che diffondendo queste news in social network arricchiscono solo il sito che le propongono.

E’ un sistema che genera click. Vedi il titolo, apri il link per leggere, vedi pubblicità che potrebbero interessarti (in questo Google adwords è ai limiti della predizione paranormale) e clikki generando credito per chi ospita il banner pubblicitario.
Se una notizia viene fatta rimbalzare 100 mila volte aumentano le possibilità di click e quindi di guadagno.

Pensateci la prossima volta che leggete una notizia che sembra troppo bella per essere vera, o che rispecchia troppo quelli che sono gli stereotipi su alcuni argomenti.

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