Le fabbriche italiane della moto e il conflitto ucraino: il settore moto come si comporta?

La guerra ferma la filiera del settore moto in diversi settori

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foto ufficale MV

Pensiamo al settore, siderurgico, lo stabilimento Trametal di San Giorgio di Nogaro, una delle filiali italiane della multinazionale ucraina Metinvest, riceve le bramme, semilavorati in acciaio a sezione rettangolare, dal porto ucraino di Mariupol, che si affaccia sul Mar d’Azov, lo stesso che rifornisce Marcegaglia, azienda del gruppo di Emma Marcegaglia, nel mantovano, un vero colosso da generazioni. Si trova in una situazione delicata anche, Tecnosider Officine, all’avanguardia nella produzione di lamiere, da più di 20 anni forti nel siderurgico per qualità, impiantistica e capacità produttiva. La folle corsa al rialzo dei prezzi dell’energia, a partire dal gas, innescata prima dalla pandemia da Covid-19 e poi una volta di più dalla guerra in Ucraina, ha indotto il Gruppo Pittini, noto come un colosso del settore siderurgico friulano, a disporre la sospensione delle produzioni a caldo nei suoi stabilimenti a Osoppo, Verona e Potenza. Difficile decisione, resasi necessaria dall’aumento dei costi energetici. Lunedì pomeriggio Ferriere Nord deciderà come procedere e come gestire i lavoratori che resteranno a casa. In queste ultime ore, in tutta una zona produttiva che dà supporto e sostegno alla rete industriale c’è un grande pensiero. La rete è indispensabile per garantire le lavorazioni nel settore moto.

Osserviamo tre fabbriche con visioni molto diverse nel settore moto

Alcune componentistiche usate dai maggiori produttori motociclistici, sono piccoli pezzi e particolari, non vistosi ma indispensabili, che vengono acquistati all’esterno e non prodotti internamente alle fabbriche e che in aria di crisi sono difficili da reperire. Fatta questa premessa, alcune aziende di servono in Europa, altre in Asia, e la differenza in questo momento diventa avvertibile. Il comparto motociclistico che non usa la Cina come fornitore di componentistica principale ma le aziende nell’est Europa, vede ora a rischio le proprie forniture.

MV Agusta  

La storica sede di Schiranna, il piazzale da dove escono tutte le stupende moto “MV Agusta” prodotte, si trova letteralmente in riva al lago di Varese, in un panorama sublime e con tanti premi prestigiosi alle spalle.  Lo stabilimento ha sede nella storica “fabbrica della Cagiva”, il cui nome è un’icona, addobbato dall’elefantino sovrasta ancora l’ingresso esterno, e che prima ancora apparteneva alla “Aermacchi”. Per accedere alla fabbrica di Varese è necessario, pensate, passare per un salottino dove un centinaio di foto raccontano la storia ed i successi di MV Agusta e Cagiva. Oltre a nomi di spicco come Marzocchi, Brembo e Marchesini per la componentistica più specialistica, MV Agusta si affida ad aziende esterne sia per far realizzare i singoli “tubolari”, che vengono “saldati e rifiniti” internamente per realizzare i famosi telai a “traliccio misti”a piastre in alluminio, sia per i basamenti e le testate del motore. Queste componenti dell’unità motrice arrivano grezze e vengono lavorate artigianalmente da mani sapienti. I singoli basamenti e le singole testate vengono lavorati e portati a tolleranza, da tecnici specializzati attraverso macchine utensili, ed infine verificati a campione prima di poter essere immessi nella catena di montaggio. La proprietà della Casa ora è Russa, cosa succederà in vista delle sanzioni internazionali, conseguenza delle azioni belliche degli ultimi giorni?

 Produzione auto Russia: i movimenti dei brand – Periodico Daily

Moto Guzzi, zoccolo duro della moto italiana

La gloriosa fabbrica sulle rive del lago di Como che a settembre scorso, in piena pandemia, ha compiuto 100 anni, ha dovuto rinunciare ai festeggiamenti e alle aperture al pubblico dello stabilimento e del museo. Si pensava che fosse finalmente finita, e facendo ottimo viso a cattiva sorte di rimandare tutti i festeggiamenti al 2022. La fabbrica tiene ferma la propria idea di servire quanto più è possibile la piccola filiera, ma è difficile pensare al commercio quando la luce e il gas, schizza ai massimi livelli e si va alla ricerca di soluzioni nel breve termine. Siamo affezionati alle nostre abitudini, ai marchi che tanto risuonavano nella nostra infanzia, ma che nessuno ci possa mai colpire, è un’utopia? Le fabbriche devono fare i conti con la crisi ucraina e gli effetti politici a breve termine sul mercato europeo. La vera domanda è il mercato 2022 sarà intaccato a breve da Putin anche nel settore moto? Oppure la crisi sara meno avvertibile in questo settore? Ricordate che nel 2019 Mandello chiude, per sanificare lo stabilimento, si in smart-working, ma tutti lavorano sodo, in attesa dei vaccini, della soluzione alla pandemia, lo stabilimento riapre, si presentano aggiornamenti e nuovi modelli, come l’ammiratissima V 100, guardando al futuro ma ora si affacciano nuove nubi. x

Motori Minarelli, avanti sempre!

In questo panorama di incertezze del settore moto, alcuni, però, vanno avanti senza tremare, come Motori Minarelli, che dopo 60 anni ha ripreso la sua produzione di motori. Nel 2021 sono stati realizzati 6.500 esemplari destinati al mercato estero, un obiettivo raggiunto e celebrato anche grazie al grande impegno del direttore generale Vittorino Filippas. Il team di Minarelli ha accolto la sfida del cambiamento, con investimenti per il potenziamento delle linee produttive e un consistente piano di formazione del personale.