Le dubbie promesse di Xi Jinping sul clima

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Il vertice di due giorni sul clima si sta svolgendo in video conferenza, in occasione della giornale mondiale della terra, ieri 22 aprile. I partecipanti sono i paesi responsabili dell’80% delle emissioni. Ovvero i maggiori paesi inquinanti. Primo il classifica di questi paesi e la Cina di Xi Jinping.

Chi sono i partecipanti?

L’incontro si concluderà oggi. I quaranta partecipanti sono i leader dei rispettivi paesi d’origine ma anche i vari presidenti di organismi internazionali. ieri vi sono stati gli interventi del segretario della Nazioni Unite António Guterres, la presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen e il presidente del Consiglio Europeo Charles Michel. Una fitta agenda in cui gli interventi si sono susseguiti a valanga. Tra questi vi sono stati anche quelli del Papa, Xiye Bastida del movimento Frydays For Future e i Ceo di alcuni gruppi finanziari tra i quali Allianz e Citigroup.

L’incontro sul clima servirà ad allentare le tensioni tra Biden e Xi Jinping?

L’incontro chiesto dal Presidente degli Stati Uniti ha visto la presenza del leader cinese in video conferenza. Partecipazione non scontata a causa delle tensioni internazionali tra Pechino e Washington. Nelle parole di Xi Jinping c’è stato un rilancio delle promesse climatiche mondiali al fine di rispettare le linee guida dettate a Parigi 2015, Glasgow 2020 e gli obiettivi di sviluppo delle Nazioni Unite.


Come monitorare gli obiettivi di sviluppo sostenibile?


La realtà cinese

La Cina è il primo paese per emissioni di gas serra al mondo con 9.838.754.028,00 (tonnellate di Co2 emesse) secondo i dati di Ourworldindata. Al secondo posto si trovano gli Stati Uniti al terzo l’Unione Europea nel suo complesso. A dicembre 2020 il Presidente cinese ha annunciato l’obiettivo di ridurre le emissioni entro il 2030 ed eliminarle entro il 2060.

Le parole di Xi Jinping

Il primo leader a parlare dopo il segretario generale dell’Onu è stato proprio Xi Jinping il quale ha dichiarato, in sintesi, che sin dagli albori dell’umanità ha creato una massiva ricchezza materiale attraverso cui lo sfruttamento intensivo delle risorse naturali ha interrotto l’equilibro dell’ecosistema terrestre. Inoltre la pandemia in corso ha aggiunto difficoltà allo sviluppo economico sociale tra i paesi. Però il trend cinese non si è mai fermato alla faccia dell’equilibrio del sistema. Infatti dal 2001 in poi la crescita è stata esorbitante rispetto ai 3.43 di emissioni di quell’anno ai 9.83 miliardi nel 2019.

I punti chiave nel discorso di Xi Jinping

Il primo punto toccato dal capofila cinese è quello che bisogna vivere in armonia tra noi e la natura. Pensiero esemplificato dalla filosofia cinese dello Yin allo Yang, perciò rispettare e proteggere la natura e l’ambiente come noi proteggiamo i nostri occhi. Madre Natura ci ha nutriti e dobbiamo trattare la Natura: rispettarla e proteggerla. Intanto, oggi, il giornale Xinhua annuncia che la Cina si prepara a lanciare il principale modulo della stazione spaziale: Tianhe, in italiano “armonia dei cieli”. Ma di certo non genera un’armonia della Co2 emessa sulla terra.

Modelli di sviluppo

Idealmente il secondo punto, è altresì interessante. Il filo logico legato alla produttività. Abbandonare, quindi, i modelli di sviluppo che danneggiano l’ambiente. Costruendo dei modelli innovativi di produzione che assicurano uno sviluppo economico e sociale sostenibile in tutto il mondo.


Collasso delle società dovuto al clima?


Sistema governativo

Il terzo punto enunciato è che bisogna fare uno sforzo di governance sistemico: le montagne, le foreste, i terreni agricoli, i laghi, le praterie, i deserti sono bilanciati in ogni elemento. Bisogna, perciò, proteggere propriamente l’ecosistema in cui viviamo al fine di raggiungere un equilibrio generale.

Approccio incentrato sulle persone

L’ambiente riguarda il benessere delle persone in tutti i paesi. Anche in Cina. Dobbiamo tenere pienamente conto del desiderio delle persone di una vita migliore e di un buon ambiente, nonché della nostra responsabilità per le generazioni future. Bisogna far prosperare equità sociale e giustizia per la causa della transizione green e incrementare il senso di benessere, felicità e sicurezza. Come per i cittadini di Hong Kong o la minoranza degli Uiguri (la minoranza mussulmana cinese) a cui il senso di benessere e felicità è implementato nelle carceri in cui sono detenuti.

Sviluppo verde

L’obiettivo della Cina è quello di implementare una nuova filosofia di sviluppo arrivando alla neutralità dei carbon fossile entro il 2030, elaborando una cooperazione energetica tra i paesi come annunciato negli obiettivi Parigi 2015. La Cina supporta Cop 15, il forum sulla biodiversità che si terrà a Kumming in Cina dall’11 al 24 ottobre 2021. Con la speranza di arrivare a un risultato positivo per il clima e per la prossime generazioni.


Usa e Cina pronti a cooperare per il clima


Multilateralismo

Dobbiamo lavorare sulla base del diritto internazionale, seguire il principio di equità e giustizia e concentrarci su azioni efficaci. Dobbiamo sostenere il sistema internazionale incentrato dalle Nazioni Unite, rispettare gli obiettivi e i principi stabiliti nella Convenzione delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (UNFCCC) e nel suo accordo di Parigi e sforzarci di raggiungere gli obiettivi dell’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile. La cooperazione in questo processo è fondamentale e dobbiamo onorare gli impegni. La Cina è quindi estasiata del ritorno degli Stati Uniti al processo della governance sul clima.

Xi Jinping già allineato con gli obiettivi 2030?

Sempre per parole di Xi Jinping: “il principio delle responsabilità comuni ma con differenze è la pietra angolare della governance climatica globale. Ovverosia le partnership economiche per implementare lo sviluppo alla transizione green. La Cina, sta facendo il suo meglio per aiutare i paesi in via di sviluppo a costruire capacità contro i cambiamenti climatici attraverso varie forme di cooperazione orientata ai risultati. Sono state lanciate numerose iniziative di azione verde, che coprono sforzi ad ampio raggio in infrastrutture verdi, energia verde, trasporti verdi e finanza verde, per portare benefici duraturi alle persone di tutti i paesi partner della Belt and Road. Se il summit sarà veramente un incontro lungimirante o solo un farsa di green diplomacy sarà la storia futura a dircelo.

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