Le donne yazide: catturate,violentate,liberate e poi rifiutate

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Le donne yazide

Le donne yazide: le hanno trasformate in bambole per il sesso. Dalle violenze sessuali sono nati bambini, e dopo esser state liberate che cosa veniamo a sapere? Veniamo a sapere che se vogliono tornare a casa, viene chiesto loro di abbandonare i loro figli.

Le donne yazide: perché il mondo tace?

Raramente si sente parlare di cagnette puttanelle che abbandonano i loro figli. Oddio a me è capitato anche di conoscerne una, ma alla fine la sua vita era talmente un mondezzaio che forse quella bimba abbandonata è divenuta una donna sana. Ma non è certo il caso di Layla, donna massacrata da altri e non da se stessa. Attualmente vive in una casa gestita dalle forze curde in Siria, con il figlio di 4 anni e la figlia maggiore. “Non posso lasciare qui i miei figli. Li amo e non li considero figli di Daesh. Non sono colpevoli di nulla, e poi hanno già dimenticato il loro padre“. Sorride anche se racconta l’inferno, se racconta l’assalto dell’ISIS alla sua città natale e del massacro.

Al magazine Causette racconta il suo inferno

Layla si è convertita all’Islam, acquistata da un combattente iracheno che la violentava a suo piacimento, le ha fatto fare due figli e poi voleva cacciarla tenendosi i bambini. Dopo 5 anni, il califfato è caduto, quindi ha trascorso un anno e mezzo in un campo prima di essere portata in salvo dalle forze curde. Doveva essere la fine dell’incubo, invece è divenuto l’inizio di un nuovo calvario. “Vorrei tornare a casa, ma la mia famiglia non accetta mia figlia e mio figlio, li considerano i figli dei loro nemici. Secondo il dogma religioso, fanno parte della comunità solo i bambini nati da due genitori yazidi. Quelli con il sangue Daesh sono emarginati“. Layla è in un vicolo cieco, ma cosa ha in corpo questa gente? Come si può nascondere sdegno e il mio personale odio nel leggere di tanta arretratezza e barbarica ignoranza. La religione è da sempre la disperazione dei popoli. La religione, qualsiasi essa sia è da sempre la tomba del Dio vivente.


Violenza sulle donne


Rifiuto del sangue

Con lei c’è Jihane. Ha trascorso 40 giorni in prigione a Raqqa, poi è stata venduta in un mercato a Palmyra. Jihane ha due figli, il suo carnefice Daesh è morto in un attacco aereo. “Non abbiamo futuro. Ho contattato la mia famiglia per poter tornare a casa con i miei figli, hanno detto che ci avrebbero uccisi se li avessi portati con me“. Queste sono le donne yazide. Rapite, violentate, stuprate e poi gettate via. Usurpate dal mondo indifferente, dal proprio Legame di sangue che le umilia e rifiuta. Se c’è un Dio senziente deve agire ora, o le preghiere della notte sono vane. Altrimenti le promesse sono vane e il Dio che giura su se stesso vendetta non è veritiero. Tante volte ho pensato di vivere un’allucinazione riguardo a Dio, ma poi mi convinco che le mie esperienze sono uniche e diverse da tutti. In realtà lo sono e per questo che comprendo queste donne, ma ugualmente l’impegno del Dio di tutto sembra muto e sordo alla richiesta di vendetta.

dedicato a tutte le donne usurpate e distrutte

Uomini mi lasciarono abbandonata al mio compenso di frustrazione e
solitudine. Abusarono del mio lacrimar di sogni e speranza. Giocarono
con i miei sorrisi, i miei turbamenti, i miei orgasmi di corpo e testa, dei
miei racconti di solitudine nel più vasto dei labirintosi panorami di fumi
e vino in gocce di sangue. Uomini mi lasciarono al confine delle loro bugie
di mille e mille baci, mille e mille abbracci, mille e mille considerazioni e
tenerezze… racchiusi nel più meschino raggiro di vita e spasimante attesa.
Ora sono il fiume inquieto del mio divenir di ieri e il cuore nell’attesa
svilita dall’ultimo inganno
“.