Le donne svizzere e il diritto di voto nel 1971

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Le donne svizzere e il diritto di voto

Le donne svizzere ottengono il diritto di voto il 7 febbraio 1971. 53 anni dopo la Germania, 52 dopo l’Austria, 27 dopo la Francia e 26 dopo l’Italia, la Svizzera accorda il diritto di voto e di eleggibilità alle donne. Questo traguardo è stato raggiunto grazie alle pressioni esercitate dalle associazioni femminili svizzere.

Le donne svizzere e il diritto di voto: le lotte

Nel 1868 le donne zurighesi chiedono il diritto di voto in occasione della revisione della Costituzione cantonale. Il tentativo fu però vano. Nel 1893 è invece l’associazione svizzera delle operaie a rivendicare ufficialmente il diritto di voto e di eleggibilità. Nel 1909, diverse associazioni per il diritto di voto alle donne costituiscono l’Associazione svizzera per il suffragio femminile (ASSF).
Al termine della Prima Guerra Mondiale sono infine presentate in Consiglio nazionale due mozioni per il suffragio femminile, che vengono trasmesse al Consiglio federale. Il Governo le lascerà, però, in un cassetto.

Negli anni 1930 la crisi economica fa passare in secondo piano le rivendicazioni per il suffragio femminile. Con il consolidarsi delle correnti politiche conservatrici e fasciste, nella società prevale il modello della donna casalinga.

Le donne ottengono il diritto di voto in Svizzera

Le donne svizzere e il diritto di voto: la votazione del 1959

Le donne, che si sono mobilitate in massa durante la Seconda Guerra mondiale, ottengono il diritto di voto in numerosi Paesi europei. In Svizzera il loro impegno non è però ripagato. Diversi Cantoni rifiutano di introdurre il suffragio femminile. In piena guerra fredda il Governo vorrebbe introdurre nei confronti delle donne l’obbligo di prestare servizio nella protezione civile. Ciò fa reagire vigorosamente l’ASSF, la Lega svizzera delle donne cattoliche e l’Alleanza delle società femminili svizzere (ASF).
Le donne sono ancora private di diritti politici eppure il Consiglio federale vuole imporre loro nuovi obblighi. La controversia pubblica minaccia il progetto concernente la protezione civile motivo per cui il Consiglio federale presenta nel 1957 un progetto di voto sul suffragio femminile.

Il progetto ottiene l’approvazione delle Camere nel 1958, viene però bocciato alle urne il 1° febbraio 1959. A seguito del voto, i tre Cantoni favorevoli, ovvero Vaud, Ginevra e Neuchâtel, decidono di introdurre il diritto di voto per le donne a livello cantonale e comunale. Nel 1966 sono seguiti da Basilea.

Le donne svizzere e il diritto di voto: la vittoria del 1971

Nel 1968 il Consiglio federale prende in considerazione la possibilità di firmare la Convenzione europea dei diritti dell’uomo senza però sottomettersi alla clausola concernente i diritti politici delle donne. Messo di fronte alle proteste di massa delle associazioni femminili, il Governo svizzero organizza di nuovo una votazione sul tema. Il 7 febbraio 1971, dopo 100 anni di lotta femminista, le donne svizzere ottengono il diritto di votare e di essere elette. La votazione ha comportato la modifica dell’articolo 74 della Costituzione federale del 29 maggio 1874.
Questa vittoria, dunque, permette alle donne svizzere di essere elette e di accedere a una carica in seno al Parlamento federale. In occasione della sessione invernale del 1971 le prime parlamentari sono accolte con una rosa.

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