Le donne della Germania nazista – vittime o complici?

Vedendo i ruoli delle donne assunti nel Terzo Reich, possiamo dire che gli uomini hanno ideato i programmi razziali, ma loro vi hanno partecipato come studentesse, infermiere e violente esecutrici materiali.

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2030
Le donne della Germania nazista

Le donne della Germania nazista, nonostante fossero politicamente marginali, erano profondamente coinvolte nel regime. Il ruolo della donna nel Terzo Reich è molto complesso, addirittura controverso. Tuttavia, si può dimostrare che le donne hanno avuto anche un ruolo da complici in prima linea nelle atrocità del regime nazista.

Le donne della Germania nazista

Nonostante si pensi che nella Germania di Hitler prevalesse il ruolo maschile, anche le donne hanno assunto delle posizioni in prima linea nelle atrocità del regime nazista. La storia delle donne nella Germania nazista è molto complessa, quasi controversa, ma evidenzia l’importanza del ruolo femminile nel regime.

Adolf Hitler e i leader nazisti descrivevano la donna ideale come madre e custode della prossima generazione di giovani tedeschi. Secondo Hitler, le donne del Terzo Reich dovevano uscire dal mercato del lavoro per far spazio ai disoccupati. Il regime incoraggiò quindi le donne a lasciare il proprio posto di lavoro e aumentare il tasso di natalità.

Il Führer introdusse come parte della legge per ridurre la disoccupazione il progetto del prestito per il matrimonio. Questo aveva lo scopo di combattere la denatalità e abbassare i tassi di disoccupazione. Alle coppie che intendevano sposarsi si offriva un prestito esente da imposte di mille marchi. Ad ogni bambino nato dalla coppia, un quarto del prestito veniva condonato. Per le madri che partorivano quattro o più figli, lo Stato condonava l’intero prestito.

Inoltre, alle donne che partorivano tanti figli si assegnavano delle medaglie simili a quelle ricevute dai soldati. Le madri con un numero importante di figli avrebbero avuto anche la possibilità di avere un alto funzionario del regime come padrino onorario.

Gli impieghi delle donne nel nazismo

Nonostante il regime ritenesse le donne solo come mogli e madri, le aveva però coinvolte nelle atrocità razziste del Terzo Reich. Infatti, erano proprio le donne quelle assistenti sociali che prendevano le decisioni in materia di sterilizzazione. Erano donne anche le infermiere che parteciparono agli esperimenti e all’eutanasia dei malati mentali.

La propaganda nazista sosteneva la sterilizzazione delle persone ritenute non idonee in quanto minaccia per la popolazione ariana. Le donne, in quanto “protettrici della razza tedesca”, avevano assunto un ruolo fondamentale nell’identificazione degli “anomali”. All’interno delle loro stesse famiglie, era un dovere patriottico del genitore rinunciare alla genitorialità nel caso di bambini potenzialmente indegni. La cooperazione delle donne all’interno delle loro stesse case si rivelò cruciale per l’introduzione dei programmi di eutanasia gestiti dallo Stato.

Di tutte le professioni femminili del regime, quelle nell’ambito infermieristico riguardano la più alta registrazione di crimini nazisti. Quando venne chiesto alle donne il motivo della partecipazione volontaria, molte risposero di voler fare carriera e voler aumentare il loro reddito.

Erano donne anche le guardie dei campi di concentramento e sterminio nazisti. Anche qui il regime coinvolse le donne nel genocidio nazista. Erano proprio loro che conducevano persone innocenti nella camere a gas o somministravano loro iniezioni letali.

Le donne furono molto importanti anche nel ruolo di segretaria. Le impiegate scrivevano gli ordini e gli appunti dettati dagli alti funzionari delle SS. Queste note comprendevano dettagliate informazioni sui massacri avvenute, sulle armi utilizzate, e l’elenco delle persone che il regime mandava a morte.

Magda Göbbels la donna più influente

La donna più influente nella propaganda nazista fu Magda Göbbels, moglie del ministro della propaganda nazista Joseph Göbbels. Era una grande sostenitrice delle politiche di Hitler, tanto che si suicidò nel bunker del Führer, uccidendo anche i suoi figli con il cianuro.

Si può dire che le donne hanno avuto un ruolo fondamentale di volenterose carnefici del regime di Adolf Hitler.


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