“Le Difettose”: torna il romanzo di Eleonora Mazzoni

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Le Difettose

Dopo il successo ottenuto nel 2012 e una prima ristampa, arriva una nuova ristampa de Le Difettose.

Le Difettose: che romanzo è?

Le Difettose è il racconto divertente e amaro di un mondo multiforme e misterioso: quello della maternità. Una maternità naturale e artificiale, che ci dona uno spaccato veritiero e non convenzionale della nostra contemporaneità. Al centro la storia c’è Carla, una donna quasi quarantenne. Carla è affascinante, ha un uomo che adora e un lavoro che l’appassiona. L’unica cosa che le manca e che desidera di più è un figlio che stenta ad arrivare. Dopo l’iter spossante dei rapporti mirati Carla si rivolge a un Centro di Procreazione Assistita. Lì scopre un esercito di donne che, come lei, cercano un figlio con un’ostinazione cristallina. Ostinazione che, nota Carla, si trasforma facilmente in un tarlo che scava fino a occupare tutto lo spazio di una vita.

Le Difettose: il pensiero di Eleonora Mazzoni

“Sono anch’io una difettosa”. È così che cominciano i tanti messaggi che da 9 anni Eleonora Mazzoni riceve dalle sue lettrici. “All’inizio pensavo che quel microcosmo quasi invisibile a occhio nudo di donne che, nel mio romanzo di esordio, non riescono ad avere figli fosse nella società piuttosto marginale”, dice la scrittrice. “In realtà è assai più popoloso di quanto si possa immaginare”. Le donne che si sentono o che la società considera “difettose” sono più di quante possiamo immaginare. Ed il numero è destinato ad aumentare. “Credo che la maternità nel XXI secolo vedrà un corpo a corpo sempre più acceso tra natura e scienza.”

Un romanzo amato

Secondo Eleonora Mazzoni il romanzo Le Difettos e è ancora così amato perché tocca altri temi oggi nevralgici. Quello del tempo, ad esempio, che ognuno di noi cerca di ingannare come meglio può, ma non solo. “La realizzazione dei nostri desideri non è regolata esclusivamente dalla volontà. C’è una parte insondabile e incostante che non si riesce a imbrigliare: i latini, tanto amati dalla protagonista del mio libro, la chiamavano fortuna”.

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