Le aragoste potrebbero salvare le Barriere Coralline

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Le Barriere Coralline di tutto il mondo sono a serio rischio. Un aiuto però potrebbe venire da uno dei loro abitanti: le aragoste.

Come le aragoste potrebbero essere utili?

In particolare parliamo della Barriera Corallina della Florida. Le cause sono molte: il cambiamento climatico, il riscaldamento e l’acidificazione delle acque oceaniche, ma anche una misteriosa malattia che attacca i coralli. Perfino una cosa che fa parte della sua stessa esistenza e del suo ecosistema, il passaggio delle lumache di mare, rischia di danneggiarla.


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Fattori di stress

Il nome scientifico della lumaca di mare è Coralliophila Galea. Si tratta di un predatore poco visibile, che durante il giorno di nasconde nella parte inferiore della struttura corallina e la notte si nutre per l’appunto di coralli. Così quindi spiega Casey B. Butler, Research Associate con il Florida Fish and Wildlife Conservation Commission (FWC).

Un contributo importante

“Le nostre Barriere Coralline in Florida e in tutti i Caraibi sono state colpite da un assalto di fattori di stress, come epidemie dilaganti di malattie dei coralli, sbiancamento dei coralli o danni causati dall’uomo. Anche se spesso trascurato perché è un fattore di stress naturale, la predazione dei coralli da parte di animali come lumache e altri organismi è comunque importante, e una delle maggiori cause della morte di piccoli coralli” ha spiegato a EcoWatch.

Una soluzione negli outplants

Un aiuto in questo senso potrebbe venire dagli outplants, coralli allevati in vivaio e trapiantati per ripristinare le parti danneggiate nelle Barriere Coralline. La speranza è che possano attecchire e riprodursi, aiutando così la zona a riprendersi. Allo stesso tempo è importante il controllo delle lumache di mare: i coralli appena piantati, infatti, sono molto piccoli e particolarmente vulnerabili agli attacchi dei predatori. La morte degli outplants potrebbe vanificare ogni sforzo.

Un aiuto dalle aragoste

Ma che cosa c’entrano, infine, le aragoste in tutto questo? Molto semplice. Questi crostacei vivono generalmente nelle Barriere Coralline della Florida, e si nutrono proprio di lumache di mare. Un’aragosta adulta può consumarne molte in un solo giorno: da ciò l’idea di trapiantarne alcuni esemplari sui siti di ripristino dei coralli.

Tenere tutto sotto controllo

“I professionisti del restauro spesso cercano di rimuovere il maggior numero di queste lumache nei siti di restauro quando possono, ma l’obiettivo del progetto attuale è di sfruttare la rete trofica marina impiegando aragoste. Queste mangeranno quelle lumache corallivore e manterranno le stesse popolazioni, e quindi la mortalità degli impianti di corallo, a bada” ha spiegato ancora Butler.

Prove tecniche

A questo scopo, quindi, gli scienziati del FWC studieranno aragoste selvatiche maculate per verificare che tutto segua i piani. “Se alti livelli di predatori di corallo nelle viscere delle aragoste si traducono in Barriere Coralline sane, le aragoste potrebbero essere schierate durante la fase successiva dello studio”. L’intenzione, prosegue Butler, non è di allevare le aragoste appositamente per questo scopo, ma di spostarle qui da altre zone. Si parla in questo caso di “controllo biologico”, con la speranza che sia, se non una soluzione, un valido contributo per salvaguardare le Barriere Coralline.