Le 10 migliori città fantasma in America

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Se cercate gli Stati Uniti più autentici e caratteristici, non è nelle grandi città che dovrete fermarvi. Le città fantasma in America sono numerose e non solo un’emblema del selvaggio West, ma possono trovarsi dalla California all’Alaska. Ad oggi si contano più di 800 ghost towns sparse per tutto il paese.

Il fallimento dell’economia locale, calamità naturali, conflitti e l’esaurimento delle riserve d’oro, a fine 800, portarono alla scomparsa di molte città, dove oggi si celano le più incredibili storie.

Bodie, California

Situata nella contea californiana di Mono, a est della catena montuosa della Sierra Nevada, nacque come centro minerario dopo la scoperta di un modesto quantitativo d’oro da parte di William Bodey.

Mantenne una popolazione stimata di 10.000 abitanti per molti anni del XX secolo fin quando un incendio, nel 1932, devastò gran parte dei suoi edifici.

Nel 1962 è stata riconosciuta luogo di interesse storico nazionale. Conserva sia le strutture architettoniche che l’arredamento dell’epoca in cui furono abbandonati: porte che sbattono, cardini arrugginiti e cigolanti, trascinano il visitatore tra sensazioni ed emozioni a colpi di pistola.
Il fascino del luogo è tale da essere usato spesso come set cinematografico e fotografico: foto della città fantasma di Bodie furono inserite nel famoso shooting fotografico di Anton Corbjin dell’album “The Joshua Tree” degli U2.

Calico, California

La città della contea di San Bernardino fu un centro minerario considerevole tra la fine del XIX e l’inizio del XX secolo.
Una tappa intermedia fra Los Angeles e Las Vegas, ubicata nelle Calico Mountains del Sud della California.
Fu fondata nel 1881 e crebbe rapidamente grazie alla scoperta di giacimenti di oro, argento e borace. Nonostante i 1200 abitanti, le 500 miniere e 22 saloon, la città si trasformò ben presto in fantasma, quando nel 1907 furono scoperti nuovi giacimenti nella vicina Death Valley.

Grazie all’opera di restauro di Walter Knott negli anni ’50: dai negozi di souvenir, ai momenti di animazione con attori vestiti da cowboy o con abiti d’epoca; oggi si parla più di centro turistico che storico.

Goldfield, Nevada

Fu costruita nel 1902, intorno a delle miniere che, all’epoca, produssero più di dieci milioni d’oro. Dopo una serie di controversie, le miniere di Goldfield cessarono le attività nel 1920 e causarono una forte crisi economica che ha conseguentemente portato all’esodo della popolazione.

Divenne famosa per il Goldfield Hotel, uno degli edifici più infestati al mondo. Intorno al 1930 Elisabeth, una prostituta, sosteneva di essere incinta del proprietario dell’hotel, George Winfield. Questi pagò la donna per il suo silenzio, ma quando non fu più possibile, attirò Elisabeth nella stanza 109 dell’albergo e la incatenò. La donna rimase legata, fornita di cibo e acqua, fino alla nascita del bambino. Certezze sulla morte di Elisabeth non ne esistono, secondo alcuni morì di parto, secondo altri fu assassinata da Winfield, che poi gettò il piccolo in un pozzo a cielo aperto.

Si dice che Elisabeth, in abito bianco avvolta in un arazzo di fluenti fili e terribilmente triste, passi ancora per le sale dell’albergo alla ricerca del suo bambino, sussurrando vendetta.

Rhyolite, Nevada

A circa 120 miglia a Nord-Ovest di Las Vegas, vicino alla Death Valley.
Nacque all’inizio del 1905 come campo per minatori.

La miniera venne acquistata nel 1906 dall’industriale Charles M. Schwab che investì molte risorse nelle infrastrutture. Già nel 1907 la città di Rhyolite era dotata di energia elettrica, acqua lungo le strade e molte altre moderne novità e risorse, anche culturali.

Non appena i minerali preziosi si esaurirono, anche la popolazione di Rhyolite fu costretta a trasferirsi.

Dopo il 1920 quello che rimaneva di Rhyolite divenne attrazione turistica e, anch’essa, set per produzioni cinematografiche.

Virginia City, Nevada

Nella primavera del 1859 fu scoperta la miniera di Comstock Lode, sul monte Davidson; in poco tempo più di 20.000 uomini vi si insediarono dando vita alla città.
Divenne la più ricca del West: in cinquant’anni vennero estratti più di 22 milioni di dollari in pepite.

Quel grappolo di allegri saloon, gozzoviglio, whisky e pistole, è oggi un’importante meta turistica che conta oltre due milioni di visitatori l’anno.

Cody, Wyoming

Fondata nel 1870 dal colonnello William Frederick Cody, meglio conosciuto come Buffalo Bill, Cody ha ancora una popolazione di circa 10.000 abitanti.

Sebbene gli edifici non si trovino attualmente nel loro sito originario, sono rimasti autentici e lo spirito del passato vive ancora grazie a loro, nell’appartata zona di Old Trail Town.

Orla, Texas

Costruita per ospitare i lavoratori minerari durante l’epoca della corsa all’oro.

Orla si trova a circa 65 km a sud del fiume Pecos, non troppo lontana dal confine con il New Mexico. È stata fondata nel 1890 come punto strategico per la ferrovia.

Oggi è abitata solo da pochi amanti della solitudine e visitata da fotografi ed appassionati viaggiatori per via dell’impolverato velo di mistero che la avvolge.

Santa Claus, Arizona

La città nacque nel 1937. Divenne famosa per la locanda Santa Claus Inn, di ottima cucina, e per il noto ufficio postale: pare sia la città dove nacque la tradizione di scrivere le lettere a Santa Claus. Proprio a partire dal proprietario della locanda: Mr.Claus. A partire dagli anni 70, la città ha iniziato man mano a svuotarsi dello sfarzo di cui godeva.

St.Elmo, Colorado

Meno di impatto di Santa Claus, a un primo sguardo.
La città fu fondata nel 1880. Accorsero migliaia di persone a sfruttare le nuove opportunità di lavoro tra miniere d’oro o d’argento. Divenne subito una città piena di vita, anche se a partire dal 1950 fu quasi completamente abbandonata dai suoi abitanti, ma non dai turisti che non mancano mai di fermarsi.

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