Lavoro in Piemonte: tra 2015 e 2016 diminuita la disoccupazione

I giovani vengono assunti con contratti di apprendistato; nel settore primario aumentano le possibilità di trovare un lavoro

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Meno disoccupazione, più opportunità di lavoro per giovani e di crescita professionale per le donne tra 2015 e terzo trimestre 2016. I dati che si riferiscono all’ambito professionale piemontese rilevano una situazione simile a quella nazionale in cui sono evidenti gli effetti del Jobs Act. L’aumento dei lavoratori in questa regione (+0,9%) è stato però inferiore della media italiana (1,8%) in cui ha avuto importanza il ruolo del Meridione.
Le rilevazioni relative al lavoro in Piemonte sono positive anche per via del numero maggiore di donne occupate nei settori alberghiero e del commercio: tra gennaio e settembre 2016 sono stati garantiti 16mila contratti in più alle lavoratrici. Sono invece diminuiti di 10mila unità gli uomini titolari di un’impresa edile.

Tra gennaio e settembre 2016 la disoccupazione piemontese era al 9,2%, in calo dell’1,3%, ma comunque superiore ai numeri del Nord Italia (7,5%). Un dato di poco inferiore a quello della Liguria in cui le persone senza una professione erano il 9,9%. I soggetti che cercavano lavoro in Piemonte sono passati da 209mila a 182mila (-13%), un dato positivo, anche se molti uomini hanno trovato delle difficoltà a reinserirsi nel mercato professionale dopo aver perso o lasciato la precedente occupazione.

Rispetto al 2015 sono aumentati i contratti di apprendistato e il settore dell’agricoltura ha offerto buone opportunità di lavoro. Azioni politiche mirate hanno garantito maggiori possibilità di impiego ai giovani fino ai 24 anni, mentre le aziende che operano nel marketing telefonico (call center) hanno assunto spesso cittadini italiani di altre etnie.
A modificare il quadro del lavoro in Piemonte ha contribuito anche il termine degli incentivi della Legge di stabilità del 2015 che ha portato alla diminuzione dei contratti a tempo indeterminato, favorendo forme più flessibili di rapporti professionali. Registrata anche in questa regione una riduzione del lavoro temporaneo nell’ambito dell’istruzione con un calo dei supplenti.

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