Lavoro in nero al Sud, sospese cinque aziende

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Lavoro in nero al Sud sospese 5 imprese

Scoperti 17 casi di lavoro in nero al Sud, sospese e multate diverse aziende. Intanto la manovra di Governo prevede incentivi per chi assume con contratti regolari.

Sotto accusa diverse imprese del Mezzogiorno, ree di sfruttare manodopera in nero.

Da controlli svolti dall’Ispettorato Territoriale del Lavoro di Caserta – unitamente al Nucleo Carabinieri Ispettorato del Lavoro di Caserta (NIL)- è emersa una situazione desolante: ben 17 lavoratori in nero su un totale di 40.

Tutto questo nei territori di Aversa, Parete, Maddaloni e Santa Maria a Vico.

Sono stati messi in atto provvedimenti di sospensione dell’attività imprenditoriale per ben 5 imprese, oltre all’applicazione di elevate sanzioni amministrative pecuniarie.

Crisi e lavoro in nero

Il lavoro in nero è una delle piaghe che da anni affligge l’Italia, da Nord a Sud. Un vero e proprio “cancro sociale” che danneggia sia i lavoratori sia lo Stato e comporta una tassazione iniqua che penalizza i contribuenti onesti.

La crisi economica che ha investito il Paese da 10 anni a questa parte ha peggiorato la situazione in quanto la maggior parte degli individui, pur di guadagnare qualcosa, è diventata disposta ad accettare qualunque mansione rinunciando ad avere contratti regolari con tanto di regolari diritti quali contributi, paga minima, giorno di riposo, malattia, assicurazione nel caso di infortunio.

D’altro canto sempre più imprenditori, stretti dalla morsa della crisi economica, hanno visto precipitare il fatturato delle loro aziende e si sono trovati nella condizione di dover fare pesanti tagli del personale e di non poter più sostenere i costi del lavoro previsti dalle assunzioni con contratti regolari.

Da qui sono cresciuti due fenomeni:

1) delocalizzazione delle imprese verso Stati con minor pressione fiscale

2) impiego di manodopera in nero che non prevede alcun costo del lavoro

Contrasto al lavoro in nero

Il Governo Conte sembra essere particolarmente attento al tema del lavoro in nero e della disoccupazione in toto.

Infatti la Manovra Economica prevede forti incentivi per chi assume con contratti stabili. In particolare, per il 2019, è stato introdotto un Bonus assunzioni specificamente pensato per le regioni del Centro/Sud.

Per il biennio 2019-2020 sono stati stanziati 500 milioni di euro per favorire le assunzioni a tempo indeterminato nelle regioni di Abruzzo, Molise, Campania, Basilicata, Sicilia, Puglia, Calabria e Sardegna.

Le aziende locate nelle suddette regioni beneficeranno di queste misure di sostegno se:

1) assumeranno giovani under 35

2) assumeranno persone con più di 35 anni ma che non percepiscono un reddito fisso da più di 6 mesi

L’Italia è al primo posto in Europa per presenza di NEET: giovani che non studiano, non lavorano e non cercano neppure un lavoro in quanto demotivati da una situazione ormai immobile da un po’ di anni.

La strategia del Governo è chiara: invogliare le aziende ad assumere per mezzo di benefici e sgravi fiscali.

Mentre per anni si sono spremute le imprese viste come fonte di guadagno per lo Stato, ora si cerca di agevolarle per rimettere in moto il meccanismo “assunzioni-guadagno-potere d’acquisto”.

In pratica si è capito che, per rimettere in moto l’economia, l’unica strada percorribile è rendere molto più conveniente alle aziende instaurare rapporti di lavoro regolari e a lungo termine con manodopera giovane.

La via intrapresa prevede di permettere alle aziende di fare impresa con meno vincoli e fardelli, creando, al contempo, nuovi posti di lavoro stabili per far fronte, soprattutto, al fenomeno della disoccupazione e dell’inoccupazione diffusa tra i ragazzi sotto i 30 anni.

Aiutare le imprese significa aiutare, in primis, i lavoratori dipendenti, i quali potranno tornare a percepire uno stipendio ogni mese, a fare progetti e spese e, dunque, contribuiranno a far nuovamente crescere la domanda di beni e servizi promuovendo la ripresa economica.

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