Lavoro green nel Klondike: 100.000 lavoratori cercasi

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Sicuramente molti di voi conosceranno il Klondike grazie ai fumetti di Topolino. Non tutti, però, sapranno che qui si cercano candidati per un lavoro green.

In cosa consiste il lavoro green nel Klondike?

Alla periferia di Skellefteå, vecchia città mineraria a 200 km dal Circolo Polare Artico, si sta sviluppando Northvolt, una fabbrica di batterie per auto. Questo ci riporta alla ricerca di lavoratori, anche se ne sono già arrivati diversi. Sono originari della Svezia ma anche del Messico, degli Stati Uniti, dell’Arabia Saudita, della Cina, della Germania e della Russia. E sono tutti qui per il lavoro green.


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Una scommessa da vincere

La domanda quindi sorge spontanea: perché tanta fretta di trovare impiegati per Northvolt? C’è una ragione particolare, anche se la zona del Klondike è quasi perennemente coperta di neve (almeno da novembre ad aprile) e in inverno il sole splende al massimo per quattro ore al giorno? Sì, un motivo c’è, ed è molto importante.

La più grande fabbrica di batterie in Europa

L’obiettivo di Northvolt è di arrivare ad essere la più grande fabbrica di batterie in Europa. Per questo lavoro green necessita di candidati, principalmente ingegneri, e deve reclutarli dove riesce. Certo, poi Northvolt non è l’unica gigafactory in Svezia: nonostante sia la più avanzata, è solo uno dei grandi progetti industriali verdi presenti in tutto il nord del Paese. Perché proprio qui? Presto detto. L’energia rinnovabile in questo luogo è a basso costo, molti terreni non sono ancora edificati, e ci sono in ballo molti finanziamenti dal Green Deal europeo.

Gli altri progetti

Parlavamo di altri progetti. Uno di questi si trova a Boden, circa 160 km a nord di Skellefteå, e qui la H2 Green Steel sta per cominciare i lavori per il primo impianto siderurgico privo di fossili su scala industriale al mondo. Un altro coinvolge la Fertiberia spagnola, che spenderà un miliardo di euro per finanziare un impianto di elettrolisi per l’ammoniaca verde, utilizzata poi per produrre fertilizzante. Ma c’è anche il progetto LKAB, nella città mineraria di Gällivare, altri 200 km a nord. Qui il finanziamento sarà di ben 35 miliardi di euro, e servirà a passare alla spugna di ferro senza fossili. Questo sarà ottenuto utilizzando la tecnologia a idrogeno.

Cercasi personale disperatamente

“L’anello più debole della catena è la forza lavoro” ha spiegato in merito a questi progetti Lotta Finstorp, governatrice della contea di Norrbotten. “Se non riusciamo a convincere le persone a trasferirsi qui, non saremo in grado di avere successo con tutti questi investimenti necessari per il mondo”. Secondo il governo svedese, progetti e relativi fornitori potrebbero creare almeno 20.000 posti di lavoro. In particolar modo, le due contee più settentrionali della Svezia potrebbero raggiungere la soglia di 100.000 lavoratori in 15 anni, aumentando la popolazione di un quinto.

Migrazione inversa

A dichiarare questo è Peter Larsson, chiamato dal governo proprio a coordinare la transizione. Non molto tempo fa, spiega, i disoccupati venivano pagati per trasferirsi a lavorare al sud: la chiave per ottenere una migrazione inversa, continua, è convincere le persone che “questo è il posto migliore sulla Terra in cui vivere”.

Opinioni favorevoli

Una delle persone che già lavora qui è Liliana Celedon, ingegnera messicana di 28 anni. Per lei, spiega, la decisione è stata semplice. “Ho fatto escursioni, nuotato nell’oceano e sono stata a contatto con la natura” ha dichiarato. Già, perché i nuovi assunti possono godere di diversi svaghi nelle pause del lavoro, compreso imparare a giocare a curling o sciare.

Rapporti da coltivare

Secondo Lotta Finstorp, i più difficili da convincere saranno gli svedesi del sud: secondo loro, i conterranei del nord hanno fama di non essere così ospitali. Un’altra testimonianza importante è quella di Alistair Coley, ingegnere di processo cellulare di Sunderland, nel Regno Unito. Venticinque anni, è arrivato in città lo scorso febbraio con la fidanzata Claudia e i loro due cani. “Tutti quelli che incontri almeno ti salutano” racconta. “Sono interessati a quello che stai facendo, quindi penso che non sia necessariamente lo stereotipo svedese che hai nel nord. Vogliono che tu sia qui”.

Ingaggiare i disoccupati

A parte tutto questo, l’idea è di puntare sui 400.000 disoccupati che vivono nelle zone meno dinamiche della Svezia. Così afferma il Ministro dell’Occupazione, Eva Nordmark: si impegna a “fare tutto il necessario” per convincere le persone a trasferirsi al nord, arrivando anche ad inasprire le regole del welfare. Ma non solo: il servizio per l’impiego svedese vende, in tutti i suoi uffici, la possibilità di partecipare ad una “trasformazione verde storica”. Da ultimo, ha lanciato il programma Relocate, dedicato ai disoccupati di Stoccolma, Göteborg e Malmö. Questo è in parte finanziato dal Fondo Sociale dell’UE.

Una fabbrica da completare

Tornando a Northvolt, il curriculum ideale per i candidati comprende avere un buon inglese e un background tecnico, come sottolinea Katarina Borstedt, responsabile del personale per la fabbrica (circa 3000 persone necessarie). Sul sito sono già presenti numerosi operai edili, e si spera che le prime celle saranno prodotte prima della fine dell’anno. Se tutto andrà bene, in un anno sarà in grado di produrne per 1 milione di auto. Fino a questo momento, chi è già al lavoro nello stabilimento è in possesso di un contratto breve.

Un universo cosmopolita

“Provengono da tutto il mondo e sono persone attratte da questo tipo di progetti mega e giga” spiega Fredrik Hedlund, responsabile della costruzione, a proposito dei nuovi operai. “Se guardi all’interno della fabbrica, è davvero un’esperienza internazionale”. Anche lui è un meridionale trasferito al nord, dopo aver venduto la sua casa a Lund. “Northvolt è un progetto a tutto campo” continua. “Questo non è qualcosa in cui vai dentro a fuori. Se hai investito in qualcosa e vuoi davvero assicurarti che funzioni, vai lì”. E conclude che la gigafactory rifornirà in larga parte l’industria automobilistica, 2000 km a sud.

Spirito pionieristico

Ci sono anche alcuni dipendenti convinti che la semplice possibilità di fare la differenza in un lavoro green sia già di per sé un motivo più che valido per spostarsi. Ad esempio, la produzione sarà alimentata esclusivamente da energia idroelettrica verde, e sarà presente un impianto di riciclaggio delle batterie. “Altre aziende pensano che dovrebbero ricevere una pacca sulla spalla solo per fornire auto elettriche, ma c’è molto di più” spiega Alistair Coley. “Northvolt sta davvero cercando di agire in modo sostenibile dal punto di vista energetico, e questo è importante per me. Non si trattava di entrare in un’azienda di batterie per fare soldi, si trattava di venire qui per fare la differenza”.

L’acciaieria di Boden

Qualcosa di simile sta capitando nella vicina Boden, come spiega il sindaco Claes Nordmark. L’esercito svedese ha chiuso qui la sua base nel 1998, perdendo in due anni il 10% della sua popolazione. Oggi, con la ricerca di nuovi lavoratori, la città sta costruendo nuove case per far fronte alla crescita degli abitanti. Quanto a Skellefteå, l’istruttore di curling conclude mostrando la propria fiducia per il futuro. “Sta succedendo qualcosa di buono, qualcosa di diverso. Ora avremo persone provenienti da molti paesi che verranno in città. Questo è solo un bene per noi. Diamo loro il benvenuto ed è molto importante mostrare ciò che possiamo offrire”.