L’autobiografia come cura di sè

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autobiografia

L’autobiografia è uno strumento molto valido per la crescita personale, se intesa non come opera letteraria, bensì come forma per migliorare la conoscenza di se stessi, e favorire l’incontro con le proprie emozioni.
Le varie scuole di autobiografia, oggi sempre più diffuse, o anche libri quali quelli di Duccio Demetrio, servono proprio a sollecitare il ritorno dei ricordi, a volte per troppo tempo incapsulati in zone d’ombra.

ricordi

La memoria non è un viaggio nostalgico verso il passato, la memoria è tutto ciò che abbiamo dentro di noi come risorsa. E anche come possibilità di resistenza, di lotta e di coraggio. Serve a mettere a verifica le fasi della nostra vita. Quanto cammino ho fatto? Come sono riuscito ad emergere dalle situazioni difficili in cui versavo?

Abbiamo bisogno di accorgerci di come e quanto siamo migliorati nella traiettoria della nostra vita. Qual è stata l’evoluzione che ci ha concesso di arrivare fino a qui.
Per questo è importante essere aiutati nel sollecitare le proprie memorie a venire fuori per poi   inserirle in una trama, affinché non rimangano ricordi isolati, ma diventino lafilierache segna la vita di ciascuno.
La scrittura, infatti, ci aiuta, in questo modo, a costruire una struttura capace di restituirci l’immagine di noi stessi.
Spesso i corsi iniziano con giochi e libere associazioni, importanti proprio per abituarsi a focalizzare i ricordi e a trascriverli nella maniera appropriata per creare la vera e propria scrittura autobiografica.
La soddisfazione di questo tipo di attività creativa sta proprio nel riuscire a stabilire una connessione tra i fatti che ci dia il senso di un passato collegato al nostro presente e teso ad un futuro consapevole.
A questo proposito ci sentiamo di raccomandarvi la lettura di testi e brani che fanno riferimento a memorie autobiografiche, fonte di ispirazione per stabilire un’assonanza con il vissuto e le emozioni custodite nel cuore di ciascuno.rotelle

In particolare quelle storie che richiedono coraggio. Nella vita come nella scrittura. Come, ad esempio, di Sofia Riccaboni, Mamma ha le rotelle. La disabilità può essere un momento di trasformazione, basta saperlo riconoscere e non fermarsi a piangere per troppo tempo, 2017.

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