L’asma grave deve essere considerato patologia speficica dal SSN

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Avete mai provato a restare senza fiato? Non dopo una corsa o uno sforzo. Dal nulla. Mentre dormite. Aprire gli occhi e accorgersi che l’aria che inspirate è poca. La prima volta che ho avuto un attacco d’asma grave l’ho riconosciuto solo perché avevo avuto un ex che ne soffriva. E fino a quel momento non avevo capito quanto fosse devastante la sensazione di non riuscire a respirare.

Cos’è l’asma grave?

Forma morbosa caratterizzata dall’insorgenza, frequentemente di tipo parossistico, di una dispnea indotta dallo spasmo della muscolatura liscia dei bronchi, con conseguente riduzione del lume bronchiolare e formazione di una secrezione catarrale vischiosa che ostacola ancor più il respiro ed è importante concausa nel tipico sibilo dell’affannoso respiro asmatico. Questo quello che dice l’enciclopedia medica. In pratica, vuoi per allergia o vuoi solo per reazione immunitaria (a volte anche ereditaria) i bronchi non fanno completamente il loro lavoro e il respiro resta a metà. La sensazione è quella di annegare senza acqua. Chi non ne soffre non riesce a capire cosa vuol dire uscire di casa senza l’inalatore, accorgersene ed entrare in panico per la paura di avere una crisi d’asma. E spesso questa agitazione causa un crisi asmatica. Una volta mi sono trovata nel centro di Cracovia, senza inalatore, in piena crisi. Per fortuna il farmacista ha capito la situazione e senza ricetta mi ha fatto comprare l’inalatore. Ma l’asma porta anche a una vita diversa. Intanto, nel mio caso di asma misto (allergico e immunologico, si lo so sono fortunata), niente tappeti, tende l’indispensabile. Niente profumi: se entro in una profumeria fatico anche a ritrovare la strada per uscire. Anche in cucina devo stare attenta alle spezie: se ne inalo per errore un pochino, invece di starnutire come fareste voi, devo prendere l’inalatore. Ne ho almeno 6 in uso in contemporanea: uno sul comodino, uno in cucina, uno nella borsa, uno nella tasca della giacca, uno nella ventiquattrore, uno nello zaino. Non si sa mai. E ho imparato a lasciarne uno nella ventiquattrore del mio socio di lavoro.

Ma non sono sola

Stando ai dati dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) al mondo tra i 100 e i 150 milioni di persone soffrono di asma. Solo in Italia sono circa 3 milioni i pazienti asmatici. Di questi circa 300mila sono affetti da asma grave. Come la mia. Quella che si tiene sotto controllo con dosaggi massimali di terapia. Un terzo di questi pazienti ha meno di 14 anni. In tutti gli affetti da asma grave si riscontra una bassa qualità della vita, nei più giovani la perdita di giornate lavorative e scolastiche, la difficoltà di fare sport e attività fisica. Ecco perchè è necessario che questa patologia, soprattutto nella forma grave, sia riconosciuta come patologia a se, non legata ad altro.


Le allergie alimentari e le reazioni del sistema immunitario


L’associazione Respiriamo Insieme-APS e la petizione

L’Associazione Respiriamo Insieme-APS ha lanciato oltre 8 mesi fa una petizione per la creazione di un Codice di Esenzione specifico con il quale le Istituzioni dichiarano l’asma grave come patologia differenziata dall’asma. L’Associazione Respiriamo Insieme-APS, sin dalla sua costituzione, ha l’asma grave come una tra le proprie priorità e da settembre 2020 promuovere una campagna per ottenere un intervento mirato delle Istituzioni. In concomitanza della Giornata Mondiale dell’Asma (5 maggio), la petizione verrà rilanciata dal sito dell’Associazione, avvalendosi anche di un video realizzato in collaborazione con il progetto #TELOSPIEGO®. “Chiediamo alle Istituzioni il riconoscimento dell’asma grave come patologia distinta e quindi l’assegnazione di un Codice di Esenzione diverso dall’asma, che comprenda un più ampio ventaglio di prestazioni diagnostiche e terapeutiche gratuite”. Spiega Simona Barbaglia, Presidente dell’Associazione Respiriamo Insieme-APS e mamma di un ragazzo asmatico. “In questo modo si possono prevenire le cronicità, diagnosticare tempestivamente la malattia e garantire terapie adeguate e la riabilitazione polmonare. L’utilizzo del nome dato alla malattia potrebbe indurre a ritenere che l’asma grave sia una semplice variante – sicuramente più invalidante – dell’asma che affligge milioni di italiani nel nostro paese, ma non è esattamente così.