Come si potrebbe pensare che, durante periodi così drammatici come la Prima Guerra Mondiale, sia invece nata una vera e propria corrente artistica o l’arte abbia trovato nuove vie d’espressione?
Forse è sufficiente comprendere che l’essere umano ha necessità di esprimere le proprie paure, vuole liberarsi dagli orrori e ribellarsi ad una realtà che più non l’appartiene. Ecco che, tenendo in considerazione tutto questo, diventa comprensibile quanto il mondo artistico possa essere un’importante ancora di salvezza.

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Torniamo indietro nel tempo, immergendoci nel passato e nei suoi conflitti. Nei primi del 1900 era nata l’avanguardia futurista con Filippo Tommaso Marinetti, dove l’esaltazione della velocità, del meccanicismo, dell’industrialismo, facevano da padrone, ponendosi in antitesi al passatismo, all’immobilismo e all’accademismo. Ma con lo scoppio della Grande Guerra, con la desolante lentezza del conflitto e le innumerevoli perdite, cosa era realmente rimasto di tutto quel patriottismo, di tutta quel glorificare il militarismo e la guerra stessa?

Il dadaismo

Il Dadaismo è un movimento artistico che nasce dai sogni infranti di quei giovani interventisti che sulla pelle avevano vissuto le conseguenze del conflitto.
La Svizzera, isola felice rifugio sicuro, divenne la culla di molti intellettuali e artisti, provenienti da tutta Europa. Nasce quindi il Dadaismo, o DADA, corrente artistica alla ricerca di un’arte elementare, capace di salvare l’umanità dalla follia dell’epoca, quella follia che aveva portato alla guerra e a tutte le sue terribili conseguenze. Esplosero poesie urlate in tutte le lingue, canzoncine ironiche e un nuovo modo di coinvolgere il pubblico: la gente interagiva con l’opera.

Le modalità di espressione del Dadaismo

Il DADA, nato in Svizzera, nel giro di pochi anni si diffuse in tutta l’Europa, anche grazie a riviste specifiche che esaltavano i concetti peculiari del movimento. Il Dadaismo negava l’arte in quanto espressione dei valori e delle convenzioni borghesi, che frenavano la libertà espressiva; l’atteggiamento dei dadaisti era irrazionale e dissacratorio, in il fine era distruggere l’arte come allora era concepita. Per quanto riguarda la poesia, ci si basava sulla poetica della casualità: il caso era la migliore garanzia per produrre opere originali e vicine alla vita.

Dadaismo e Futurismo

Da alcuni punti di vista, Il dadaismo aveva sicuramente alcune caratteristiche in comune con il Futurismo: le manifestazioni dissacratorie, il rifiuto per l’arte tradizionale, l’utilizzo di manifesti per la propaganda e alcuni poemi simili alle parole in libertà dei Futuristi.
Ma i dadaisti avevano una caratteristica unica fondamentale: erano pacifisti e non avevano, a differenza dei futuristi, fiducia nella storia o nella guerra.

Hans Arp

Uno dei più importanti dadaisti del gruppo nato a Zurigo è stato Hans Arp. Egli collaborò in modo attivo alla produzione dei collage: faceva cadere a terra dei pezzetti di carta e poi li fermava nel posto dove erano caduti, ottenendo delle composizioni astratte. Le sculture erano ottenute da pezzi di legno o da rifiuti tenuti insieme da chiodi.

Hans Arp

Il DADA oltre oceano e il Ready-made

Invece, oltre oceano, il DADA si sviluppò a New York, di cui uno dei maggiori rappresentante può essere considerato Marcel Duchamp, artista molto provocatorio e sostenitore del ready-made. Il ready-made utilizza un comune manufatto di uso quotidiano (un attaccapanni, uno scolabottiglie, un orinatoio, ecc.) per trasformarlo in un’opera d’arte vera e propria, una volta prelevato dall’artista e posto così com’è in una situazione diversa da quella di utilizzo. Un esempio può essere il wc capovolto di Duchamp, intitolato Fontana.


Marcel Duchamp, Fontana

Siccome un’opera d’arte può essere qualsiasi cosa, come conseguenza nulla è arte. L’opera dell’artista non consiste quindi nella sua abilità manuale, ma nelle idee che riesce a proporre. Infatti, il valore dei ready-made è solo nell’idea. Abolendo qualsiasi valore alla manualità, l’artista non è più colui che sa fare delle cose con le proprie mani, ma è colui che sa proporre nuovi significati alle cose. Le tendenze Dada si dissolsero gradualmente, finendo nel 1922-1923 e lasciando spazio ad altre correnti come il surrealismo e l’astrattismo.

http://webartlab.weebly.com/le-avanguardie-storiche-astrattismo-e-surrealismo.html

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