L’arte degli scarti: Annarita Serra e Marillina Fortuna trasformano i rifiuti in arte

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L’arte degli scarti: Annarita Serra e Marillina Fortuna trasformano i rifiuti in arte

Dai diamanti non nasce niente, dal letame nascono i fior“, la frase di De André diventa un motto per Annarita Serra e Marillina Fortuna, le due artiste italiane che hanno visto arte nei rifiuti e trasformato il riciclaggio in opere d’arte.

Si collocano nel filone di denuncia del problema dei rifiuti tramite l’arte, con l’obiettivo di dare un nuovo volto ai materiali di scarto.

Dalle spiagge alle mostre d’arte

L’estate è la stagione della villeggiatura in zone marine, delle passeggiate al tramonto sul mare e dellinquinamento delle spiagge: Serra e Fortuna lo sanno bene, perché le loro passeggiate in riva al mare sono i momenti in cui fanno rifornimento dei loro materiali. Non tempere, non acquerelli, bensì gli scarti di plastica abbandonati sulle spiagge della Sardegna.

A Milano hanno allestito il proprio studio d’arte, dove selezionano, assemblano, riordinano la spazzatura ritrovata, da cui ricavano opere innovative ed attuali.

Il problema del difficile smaltimento della plastica sottolinea ogni giorno la paura che sia troppo tardi. Da questo concetto nasce l’opera “Too late“: uno scaffale di legno dove sono appoggiati giocattoli trascinati dal mare.

Chissà quanto tempo ci vorrà, prima che si riesca davvero a ripulirlo. Per veicolare il messaggio ho utilizzato anche la riproduzione di alcuni quadri famosi, come ‘La ragazza con l’orecchino di perla’ di Vermeer e ‘La nascita di Venere” di Botticelli’. Le prime volte, quando le persone scorgevano la Venere, si avvicinavano e poi esclamavano ‘ah, ma è spazzatura’ e io rispondevo ‘sì, il mare ne è pieno’. Rimanevano scioccati“. (SERRA)

Annarita Serra e i rifiuti tech

Nata nella meravigliosa Sardegna, proprio lì ha cominciato la sua raccolta di pezzetti di plastica. Era il 2000 e l’inconsapevolezza del male causato dalla plastica era più forte di ora:

Nessuno ne parlava, ho iniziato a collezionarla anche se ancora non sapevo di cosa si trattasse. Ma in inverno trovavo questi piccoli pezzi che mi restavano nelle mani quando le passavo nella sabbia  erano colorati e mi piacevano, perciò ho iniziato a metterli da parte per portarli a Milano“.

Diplomata al liceo artistico, iscritta ad architettura, dopo aver trovato lavoro come manager in una multinazionale americana ed aver lasciato l’università, la passione dell’arte sembra essersi affievolita: ma un sogno non smettere di essere tale solo quando non diviene realtà. Difatti Annarita Serra è stata tra i vincitori del concorso “Settimana europea per la riduzione dei rifiuti (Serr) 2013″, durante il quale ha presentato icone contemporanee, personaggi emblematici della società di consumo, rivisitati tramite i materiali di scarto.

“Ho attirato l’attenzione usando icone di grandi artisti e volti di personaggi conosciuti che si fanno notare da lontano. Poi, guardando queste immagini da vicino, si scopre l’utilizzo di ogni sorta di scarto e spazzatura. A volte, per molte persone, è un vero e proprio choc”.

Le ultime opere di Serra sono prodotte da materiali particolari: RAEE, ovvero rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche. Lo smaltimento di queste produce un forte inquinamento. Da tasti di computer e schede madri non funzionanti, Serra ha creato ancora una volta capolavori. Nel 2015 ha esposto le opere RAEE in una mostra personale dal titolo “Il riciclo è un’arte”, al Palazzo Ducale di Genova. L’esposizione si è tenuta in occasione della presentazione del progetto europeo per la gestione dei rifiuti hi-tech: Weenmodels.

Marillina Fortuna e le “Junk Collections”

Visione di città, territori, isole, fiori sono i soggetti delle Junk Collections di Marillina Fortuna. La caratteristica? Ogni oggetto è prodotto da frammenti raccolti, catalogati e poi utilizzati esattamente come sono stati trovati, senza alcuna aggiunta o modifica.

Le immagini diventano virtuali, la natura artificiale crea un’atmosfera ideale e immaginaria.

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