L’arcipelago di Göteborg: viaggio nella natura selvaggia

0
861

Ci sono posti nei quali, se tendi l’orecchio, puoi udire la voce segreta di Madre Natura. Sono luoghi incontaminati, dove la frenesia del mondo moderno non ha attecchito. L’arcipelago di Göteborg è uno di questi.

L’arcipelago di Göteborg

A sud della Svezia, sulla foce del fiume Göta älv, sorge Göteborg, città portuale sede di scambi commerciali. Se ci si sposta verso la costa si arriva a Hjuvik, un borgo piccolo come un francobollo (poco più di 3.000 abitanti) e un’arcadia agli occhi dell’uomo che viene dalla grande città. Qui il traffico non esiste. Non troverete automobilisti frustrati che strombazzano e imprecano. I perdigiorno si contano sulle dita di una mano e si respira aria incontaminata.

Le temperature sono ostiche, sempre al di sotto dei 10°, ma il paesaggio le rende sopportabili. Ci sono pescherecci che fanno avanti e indietro. Puoi avvistarne la coda schiumosa stando in piedi sul pontile mentre il sole t’accarezza e non c’è nessun gigante di cemento che ti impalli la vista. Sulla riva opposta del porticciolo stanno accoccolati una manciata di cottage rossi. Sembrano sentinelle a guardia del porticciolo. Ci si muove per la maggior parte usando barche o traghetti, e solo alcune isole sono collegate da un ponte. L’uomo convive con Madre Natura e lei ricambia in modo apprezzabile.

Hönö

Le isole dell’arcipelago (sono in tutto 20) sono raggiungibili in barca o in traghetto. Poche sono quelle collegate da un ponte. Si cerca di non forzare la mano. Se andiamo a nord dobbiamo fermarci a Hönö, la più grande delle isole settentrionali formatesi dopo il disgelo successivo all’era glaciale. La prima cosa che notiamo è il paesaggio aspro. Le rocce sono ovunque. Le rocce sono Hönö.

Nella parte nord-occidentale dell’isola c’è una Riserva Naturale, il posto migliore per ammirare le composizioni rocciose imbellettate da sparuti ciuffi d’erba. La Riserva di Ersdalen è natura allo stato brado. Se avete uno spirito avventuriero, quello è il posto che fa per voi. La totale assenza di civiltà e la possibilità di andare in avanscoperta vi faranno sentire come un novello Colombo che scopre le Americhe. E c’è un percorso, una pista, fatta di curve e piccoli laghi. Se avete pazienza e lo percorrete fino in fondo, vi troverete di fronte il mare glaciale: una distesa di blu così scuro da virare in certi punti sul nero.

Halse Långe

Se il cielo è terso e le temperature permettono, potreste fare un salto ad Halse Långe, una località in quel di Hönö. L’acqua è splendida, uno specchio semovente che vi invita a tuffarvi, e le rocce lisce sono un perfetto giaciglio per un riposino. Al risveglio, poi, ci sarebbe da vedere un certo posto a nord. Per arrivarci dovete percorrere un ponte. Non è molta strada e ad aiutarvi c’è un mucchio di segnaletica. Se siete diligenti nel seguirle, vi porteranno in cima ad una collina dalla cui sommità si apre una vista sensazionale. Quattro isole dell’arcipelago nord si stagliano di fronte a voi nel lindore del mattino. I colori delle casupole e quel rosso inconfondibile dei cottage, che sembrano fatti con lo stampino, meritano una foto.

E di fronte a uno spettacolo simile, mentre la brezza vi accarezza il viso, potreste pensare che in fondo la felicità è questione di attimi.