Il 14 e 15 gennaio 2019 si è tenuta in Arabia Saudita una conferenza sul consumo energetico. Quest’evento si è svolto nella città industriale di Jubayl. Perchè è importante questa conferenza? Per le idee espresse riguardo i progetti futuri sull’energia che mirano a ridurne il consumo nel Paese.

In questa sede, un dato degno di menzione, l’ha riferito M. al-Khaldy, membro della commissione nazionale per l’industria, il quale ha lanciato l’idea d’introdurre nel Paese un’azienda per la fabbricazione di luci a LED, che consentirebbe al Regno (Arabia Saudita) di risparmiare quasi l’85% di energia. Questo progetto, tuttavia, è ancora allo stato embrionale, ma a ben vedere, l’idea sembra quella giusta, visto che la nazione, culla dell’Islam, possiede la miglior industria al livello mondiale per l’estrazione di alluminio, fonte primaria per la produzione delle luci a LED.

Quando si parla di risparmio energetico, non si può non menzionare gli isolanti termici e i pannelli solari, e infatti questo è ciò di cui ha parlato Ranya Uthman, capo dipartimento d’interior design all’università di Jubayl. Secondo le sue stime, l’impiego delle soluzioni sopracitate, aiuterebbe a ridurre i consumi del 32%.

Un altro argomento di discussione sono stati i metodi di costruzione degli edifici. Infatti, si sta pensando a modalità di edificazione che siano attente ai luoghi di costruzione. Per fare un esempio, il sud del Paese si contraddistingue per il fatto che si passa da un clima mite a un clima freddo, perciò la costruzione degli edifici in quella zona, dovrebbe tenere in considerazione questo fattore per scegliere i materiali da utilizzare durante la costruzione. Ciò peremetterebbe un risparmio energetico del 20%.

La Saudi Standards metrology and quality organization ha studiato un sistema per ridurre lo spreco d’energia, ossia ha creato una tessera d’efficenza energetica, che permette al consumatore di valutare i suoi consumi. Questo sistema andrebbe anche a vantaggio delle aziende stesse, perchè le aiuterebbe a creare prodotti più efficienti e a consumi ridotti.

La conferenza è stata un evento molto interessante, perchè ha permesso di fare il punto sui modi attraverso i quali è possibile sprecare meno energia e poi mettere su una fabbrica di luci a LED, rappresenterebbe un vantaggio per l’Arabia Saudita, perchè questo tipo d’illuminazione non contiene sostanze nocive per l’ambiente a differenza delle lampadine tradizionali e hanno una durata maggiore rispetto alle luci a incandescenza.

Nell’ottica di una riduzione dei consumi sempre più attenta, l’azienda Nidec, in un progetto congiunto con la Mapa Construction, ha fornito alla Arabia Saudita le tecnologie per la realizzazione a Gedda di un impianto di desalinizzazione a osmosi inversa, che consentirebbe il trasporto dell’acqua potabile, attraverso un sistema di condotte, verso zone con poca provvista d’acqua. Va detto che quest’impianto funzionerebbe riducendo i consumi.


Verso la diversificazione energetica

L’Arabia Saudita sta puntando ad ampliare i suoi settori energetici, ovvero, pur essendo un Paese petrolifero, non intende basare la propria economia solo sull’oro nero, ma piuttosto cerca di espandersi in altri settori come quello solare, attirando anche investitori stranieri.

In questo quadro, s’inserisce il progetto Saudi Vision 2030, che mira a diversificare l’economia del Paese attraverso riforme strutturali, quali privatizzazioni e lo sviluppo delle piccole e medie imprese, aumentando così le opportunità di lavoro.

Questo è decisamente un grande progetto, che ha trovato subito un partner, Masayoshi Son, fondatore della SoftBank. Il principe ereditario Muhammad Bin Salman e l’imprenditore giapponese hanno siglato un accordo, il cui nocciolo centrale, è la creazione del più grande progetto di energia solare del mondo; ma non solo, in cantiere, ci sarebbe anche la progettazione di un parco eolico che terminerà nel 2030, capace di generare 200 Gigawatt di energia, ovvero quattro volte l’energia solare prodotta negli Stati Uniti a detta del Washington Post.


Perchè l’Arabia Saudita si sta sforzando di ampliare le sue fonti energetiche? Perchè come si diceva poc’anzi, l’investimento nell’energia solare, o comunque nelle energie rinnovabili, offre la possibilità alle aziende straniere d’impegnare il proprio capitale anche in altri settori, oltre a quello petrolifero e altro dato significativo che spiegherebbe l’interesse del Regno nelle energie rinnovabili, è soprattutto il loro minor costo.

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