L’Apollo 15 tocca il suolo lunare

L'ultimo successo lunare

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L’Apollo 15 tocca il suolo lunare.


L’Apollo 15 tocca il suolo lunare era il 30 luglio del 1971. Sicuramente dopo alcuni fallimenti sentire nuovamente L’apollo 15 tocca il suolo lunare deve aver toccato il cuore degli americani. La composizione degli equipaggi è stata resa nota dalla NASA nel 1970: Il comandante David Scott, il pilota del modulo di comando Alfred Worden e James Irwin pilota del modulo lunare.

Anche un successo può determinare una fine

L’America ormai forte nella necessità di investire sulle armi nucleare comincia a pensare al taglio di molte missioni. Il programma Apollo subisce così i primi tagli già dal gennaio 1970. A Settembre la NASA rende pubblica la decisione di abolire gli ultimi 3 lanci in programma.

L’Apollo 15 tocca il suolo lunare ma è l’ultimo successo

L’Apollo 15 tocca il suolo lunare.

Ciò considerato la missione viene classificata come una missione classificata J: con attività scientifica avanzata. Il modulo lunare è stato notevolmente migliorato al confronto di quello utilizzato precedentemente.

Il Rover

Il modulo consente di rimanere sul suolo lunare per un tempo maggiore. La missione proprio grazie a questa innovazione riusce a trasportare il primo rover lunare, un elemento di grande aiuto per la missione scientifica. Grazie ai sistemi di sopravvivenza migliorati delle tute spaziali gli astronauti possono rimanere più tempo nello spazio e dunque possono ricoprire maggiori distanze sulla superficie lunare.

Un addestramento approfondito

L’addestramento degli astronauti viene intensificato rispetto alle missioni precedenti. Questo vuole sottolineare l’importanza della classificazione della missione come: scientifica. La formazione geologica della luna sappiamo essere molto impegnativa quindi la Nasa sceglie di aumentare la preparazione psicofisica degli astronauti, per dar loro modo di espletare un maggior numero di azioni scientifiche rispetto le altre missioni.

L’Apollo 15 è una grande missione

Come sito di allunaggio viene scelto il “ruscello di Hadley” nelle montagne degli Appennini lunari. La prima attività fuori bordo degli astronauti viene portata a termini in soli 33 minuti. Si tratta di una di visualizzazione dell’area di atterraggio. Dopo una pausa di cinque ore dove per la prima volta gli astronauti possono dormire senza dover indossare le loro tute spaziali, si da inizio alla prima vera missione esterna. Gli astronauti si diriggono verso un punto deciso del ruscello di Hadley.

La missione scientifica

Si tratta di una valle di chiara origine vulcanica e pertanto ideale per il campo scientifico e per posizionare gli strumenti. Ovviamente il viaggio verso la valle è stato particolarmente movimentato.

Le difficoltà

Con solo un sesto di forza di gravità in confronto di quella sulla Terra il veicolo fatica. Una curiosità: durante tale missione sono pronunciate le uniche parole italiane sulla Luna. Scott, infatti sorpreso dalla particolare lucentezza di una roccia, urla le parole: “Mamma mia!”. L’attività fuori bordo dura 6 ore e 32 minuti.

Una missione scientifica azzeccatissima

L’Apollo 15 tocca il suolo lunare.

Il ritorno a casa

Prima di lasciare l’orbita lunare e dire addio allea missione Apollo, gli astronauti prelevavano un piccolo satellite dal modulo di comando per lasciarlo orbitare intorno alla Luna. Compito del satellite è di registrare dati sui campi magnetici e di gravitazione della stessa.

Il viaggio a casa

Il viaggio di ritorno avviene senza problemi. Il 7 agosto 1971, alle ore 20:45 l’Apollo 15 ammara nell’Oceano Pacifico. Nonostante la mancata apertura di un paracadute non ci furono problemi. Dalla terra alla luna così profetizzò Jules Verne del 1865!

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