“L’antipatica” di Emiliano Dominici: nel profondo

Chi è l'antipatica?

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Tutti conosciamo almeno una persona all’apparenza antipatica. Ognuno di noi, nella propria vita, almeno una volta si ritrova ad avere a che fare con quell’individuo le quali abitudini e atteggiamenti proprio non riesce a comprendere, a “mandare giù”. Ciò accade perché di solito tendiamo a vedere solo la superficie di una persona, il cosiddetto biglietto da visita. Più raramente, ci si sofferma sui dettagli, sulle ragioni. S’incolla su quel determinato soggetto un’etichetta sulla quale è scritto “sgradevole”, e non è facile che essa riesca a staccarsi. “L’antipatica” di Emiliano Dominici, è un libro che descrive alla perfezione questo aspetto dell’animo umano.

Chi è l’antipatica?

L’antipatica, è una ragazza di circa trent’anni. E’ una donna colta, professoressa d’italiano e storia in un liceo. Ed è proprio ai tempi della scuola della superiore, che è dovuto il suo carattere antipatico. La protagonista va incontro a un evento che le cambierà per sempre la vita. Un trauma che non l’abbandonerà mai, un dolore incontenibile. Così, ella si rifugia in se stessa.

"L'antipatica" di Emiliano Dominici solitudine

“L’antipatica” di Emiliano Dominici non smentisce il suo carattere neanche con i suoi lettori, tanto da non rivelare mai il suo nome.
Le uniche figure con le quali ella ha che fare sono la sua famiglia, la sua amica Castità e quel ragazzo che la rifornisce di materiale autodistruttivo.

Infatti, nonostante la sua posizione sociale e professionale, oltre alla sua età, la donna si ritrova spesso a cedere. Beve alcool, fa uso di cannabis, non ha una relazione stabile. Perfino con i suoi familiari, fa fatica a creare un legame. Addirittura, si rende antipatica agli occhi del nipotino, il quale continua comunque ad amarla e a ricercare la sua presenza.


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Che cosa c’insegna “L’antipatica” di Emiliano Dominici?

Come detto precedentemente, ciò che ci esprime Emilio Dominici con questo libro, è che l’apparenza spesso non ci dice proprio nulla della realtà. La maggior parte delle volte, non mettiamo in conto che il comportamento di una persona, deriva da un determinato susseguirsi di eventi. In realtà, ciò accade a tutti noi. Il nostro modo di approcciarsi col circostante, è una diretta conseguenza della nostra personale esperienza con la vita.


“E venne chiamata due cuori”: un nuovo punto di vista


Verosimilmente, se fossimo uno degli alunni di questa professoressa, tenderemmo a vedere solamente un lato di lei: quello che ci concerne. Quello interiorizzato nel contesto nel quali siamo soliti vederla. Eppure, ogni essere vivente è fatto di sfumature. Invece, dietro quel volto severo, si nasconde una donna fragile, la quale mente è stata modificata dal trauma subito in passato. E tutto questo, l’autore riesce a trasmettercelo nonostante a parlare sia la protagonista in prima persona.

Dunque, cerchiamo sempre e comunque di guardare oltre: poiché dietro a ogni vita, si nasconde un universo da esplorare.

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