La questione migranti è la punta dell’iceberg dello scontro tutto interno al governo. Ma mentre lo stallo Open Arms non si sblocca, a Lampedusa si continua a sbarcare.

Solo l’8% delle persone sbarcate in Italia quest’anno sono arrivate con le organizzazioni di soccorso, il 92% sono sbarcati autonomamente o con la Guardia Costiera. Ma l’impatto mediatico è tutto della “guerra alle Ong”, con lo stallo Open Arms che non si sblocca. “Mi riferiscono da Lampedusa che dei 27 immigrati per i quali è stato ordinato lo sbarco in quanto minorenni, già 8 si sono dichiarati maggiorenni. Vedremo gli altri… Dopo i ‘malati immaginari’, ecco i ‘minorenni immaginari’. Però quello cattivo è Salvini. Mentre altri cedono, io non cambio idea”. riferisce in una nota il ministro dell’Interno, Matteo Salvini. A bordo della nave umanitaria ci sono ancora 107 migranti, la situazione viene definita “insostenibile”.

Ancora una notte a bordo, la sedicesima. C’è attesa per gli sviluppi dell’inchiesta della Procura di Agrigento che indaga per sequestro di persona e violenza privata. Si attendono gli esiti dell’ispezione seguita ieri sera, e terminata poco prima delle 22, dal medico della Sanità marittima con gli uomini della Squadra mobile e della Guardia costiera. Per ora, ma il quadro potrebbe mutare in giornata, l’inchiesta è contro ignoti.

A Lampedusa gli sbarchi continuano: 57 soccorsi dalla Finanza

Nel silenzio pressoché generale del mondo politico, nuovo sbarco sull’isola di Lampedusa dove sono arrivati sabato sera 57 migranti soccorsi dalla Guardia di Finanza che li ha intercettati vicino all’isolotto di Lampione. I migranti sono stati trasbordati sulle unità di soccorso della guardia di finanza e della Guardia costiera.

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Migranti, lo scontro nel governo

Il governo che va avanti, ma solo a colpi di lettere. E anche se la crisi non è ancora stata formalmente aperta, lo stato di salute dell’esecutivo gialloverde sta tutto nello scambio di missive tra il premier Giuseppe Conte e il ministro dell’Interno sui migranti che ormai da più di 16 giorni si trovano sulla nave Open Arms.

Dopo quella di Ferragosto, il presidente del Consiglio ha scritto una nuova lettera a Matteo Salvini spiegando la necessità di uno “sbarco immediato” degli under 18. La risposta del leader della Lega è che la sua linea non cambia ma far scendere quelli che definisce “presunti minori” è “esclusiva responsabilità del premier” a cui lui ottempera suo malgrado, convinto che possa creare un pericoloso precedente.

Il punto è che la questione migranti, da tempo scelta dal leader della Lega Matteo Salvini come terreno per mietere consensi, è di fatto  la punta dell’iceberg dello scontro tutto interno al governo in vista di martedì, quando il premier Conte terrà le sue comunicazioni in Senato.

Il pull factor delle Ong non esiste

La differenza tra le partenze al giorno dalla Libia, con o senza Ong, non è significativa. Non c’è alcuna correlazione tra attività Ong in mare e partenze. Limitare “l’inquinamento” del dibattito pubblico con informazioni false sul presunto pull factor delle navi umanitarie sembra ormai una missione impossibile.

Nel 2019 – dati aggiornati a un mese fa – le Ong al largo delle coste libiche hanno salvato 377 persone. Di queste, 248 sono state sbarcate in Italia. Più di 9 migranti su 10 tra coloro che sono arrivati in Italia quest’anno non hanno “nulla a che fare” con le Ong. Le persone, spiega su Twitter Matteo Villa (Ispi) partono quando il rischio (percepito) di attraversare il Mediterraneo è inferiore, ma ciò è dovuto alle condizioni del mare (temperatura e vento), non certo dalle Ong presenti. Lo dicono i numeri.

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Grafico Matteo Villa (Twitter): la presenza di Ong al largo non influisce sulle partenze dalla Libia

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