Lamborghini Countach: il remake fa discutere

Marcello Gandini si dichiara estraneo al progetto della LPI 800, criticandone il concetto

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Con la LPI 800-4, Lamborghini vuole celebrare i 50 anni della Countach con un remake in chiave moderna. Basata sulla meccanica della Siàn, la casa di Sant’Agata rende omaggio alla sua hypercar più originale di sempre con una reinterpretazione in chiave moderna. La reazione del pubblico è positiva, e le vetture vanno a ruba. Nell’operazione è coinvolto anche Marcello Gandini, designer della Countach originale…anzi no. Infatti, il Gandini ha chiarito con un comunicato ufficiale la sua totale estraneità al progetto, che tra l’altro non gli piace nemmeno. Il comunicato, redatto in forma di lettera aperta, mette in chiaro come Gandini sia assolutamente contrario al concetto stesso di remake.

Cosa c’entra Gandini con il remake della Lamborghini Countach?

Nella lettera aperta, il designer ha spiegato i motivi per cui è stato legato ad un progetto che non gli appartiene. Come sapete, il 2021 è il 50esimo anniversario della Countach, e la Lamborghini ha voluto rendere omaggio alla vettura con una versione modernizzata. Basata sulla meccanica della Siàn, monta il V12 elettrificato da 800 CV, nascosto da una carrozzeria che richiama le forme del modello originale.


Lamborghini Countach: il mito sta tornando


Il 15 giugno Gandini ha partecipato alla presentazione del modello in scala. Il capo designer Mitja Borkert ha svelato le forme della LPI 800-4, definendolo come un “personale omaggio al Maestro Gandini“. La sola presenza dello storico progettista ha spinto alcuni media ad indicare come il Maestro fosse parte del remake. “In relazione alla recente comunicazione da parte di Automobili Lamborghini della messa in commercio della Countach LPI 800-4, cosiddetta nuova Countach, Marcello Gandini prende le distanze e precisa che in nessun modo è stato messo al corrente dell’operazione da parte di Automobili Lamborghini stessa“, si legge nel comunicato. Gandini ha voluto precisare che, in quella occasione, egli credeva che quel disegno fosse per un concept. Un prototipo, insomma, da esibire al Concorso d’Eleganza di Pebble Beach, California. In seguito, ha scoperto che il piano della Lambo era quella di costruire una piccola serie, cosa a cui si opponeva con forza.

Rifare non è innovare

Ma la lettera del Maestro è interessante anche per altri motivi. In un paragrafo piuttosto lungo, Gandini ha spiegato come non approvi il concetto stesso di remake. Secondo il suo stile, fatto soprattutto d’innovazione, riproporre stili già editi è l’opposto della sua ragion d’essere. “Ho costruito la mia identità di designer, in particolare per ciò che riguarda l’ambito delle supercar che ho creato per Lamborghini, su un concetto unico: ogni nuovo modello doveva essere completamente diverso rispetto al precedente“, ha detto Gandini nel comunicato-lettera. “Il coraggio, la capacità di creare rottura senza attaccarsi al successo dell’auto precedente, la sicurezza nel non voler cedere all’abitudine sono stati l’essenza stessa del mio lavoro. È chiaro che mercati e marketing sono cambiati molto da allora, ma per quanto mi riguarda me stesso, ripetere un modello del passato rappresenta, secondo me, la negazione dei principi fondanti del mio DNA di car designer“. Insomma, il Maestro non approva la riedizione della sua creatura più famosa. Forse, alla Lambo conveniva cambiare nome alla LPI 800, anche in segno di rispetto. Ma quando c’è il marketing di mezzo, non c’è storia, nemmeno quando si tratta di stile.