Zhang Ming esorta l’UE a mantenere i suoi mercati aperti alle compagnie cinesi in previsione di un vertice Pechino-UE di martedì.

Ehi, Europa: non lasciare che Washington rovini i nostri rapporti.

Questo è stato il messaggio del più alto rappresentante della Cina all’Unione europea, che ha parlato in vista di un vertice di Pechino-UE martedì, in un crescendo di tensioni commerciali e tecnologiche.

Tra i preparativi dell’ultimo minuto per i colloqui, che mirano a salvare una relazione ferita tra Bruxelles e Pechino, Zhang Ming ha esortato l’UE a mantenere il suo spirito di apertura economica e la parità di condizioni per le società straniere di investire e crescere all’interno dell’UE.

Ma ha anche criticato la tenace posizione dell’Europa nei confronti di Pechino, respingendo il termine “rivale sistemico” adottato dai Paesi europei per descrivere la Cina , sostenendo che un linguaggio così polarizzante non è stato nemmeno usato durante la Guerra Fredda in un periodo di rapporti gelidi.

“Non sarei d’accordo con quel [termine]”, ha detto.

Ha aggiunto: “Nella cultura cinese, i rivali cercano di superare la controparte … Durante la Guerra Fredda, esistevano anche differenze tra le parti, e anche allora le due parti non si sono descritte come rivali”.

I leader dell’UE negli ultimi mesi hanno rafforzato la loro retorica nei confronti della Cina mentre Washington ha inviato diplomatici sul continente per convincere le capitali, inclusa Berlino, ad inasprire le restrizioni sulle compagnie cinesi.

Un documento rilasciato dalla Commissione europea che si occupa di questioni quali i diritti umani, la politica climatica e le politiche di investimento ha creato molte tensioni tra le due parti.

Chiamando “mature” le relazioni Cina-UE, Zhang ha esortato l’Unione europea a tracciare il proprio percorso con Pechino e non seguire le orme di un paese terzo, che probabilmente sarebbe stato gli Stati Uniti.

Al centro delle nuove tensioni c’è la società di telecomunicazioni di punta Huawei, che ha assunto una posizione dominante in Europa negli ultimi 10 anni.

Negli ultimi mesi, una spinta dei servizi di intelligence occidentali guidata dagli Stati Uniti ha suscitato preoccupazioni e messo in dubbio il livello di sicurezza informatica di Huawei ed il rischio strategico derivante dall’acquisto di apparecchiature cinesi per reti 5G che gestiscono gran parte delle infrastrutture in Occidente nel prossimo futuro. Huawei ha ripetutamente respinto tali timori sulla sua sicurezza.

Ora, alcuni critici suggeriscono che le restrizioni potrebbero estendersi ad altre aziende cinesi, come Tencent o Alibaba.

“Si sta cercando di esercitare una presunzione di colpevolezza nei confronti delle imprese cinesi, delle loro tecnologie e prodotti”, ha detto Zhang riguardo alle preoccupazioni che circondano Huawei.

“Queste aziende non temono la concorrenza, ma non vogliono essere sfidate”, ha detto. “E non vogliono vedere alcun tentativo di interrompere o persino distorcere le normali operazioni commerciali sul mercato, altrimenti ciò sarebbe dannoso per tutti.”

Ha aggiunto: “È importante attenersi ai principi di equità ed inclinazione senza discriminare perchè si rischierebbe di danneggiare gli interessi legittimi di una certa azienda distorcendo gli ambienti di mercato”.

L’UE sta anche progettando una politica industriale volta a contrastare l’aggressiva espansione della Cina in settori come i mercati manifatturieri e tecnologici, e sta rafforzando le norme sugli appalti per aiutare le imprese europee a competere con i rivali cinesi.

“Ho notato che l’UE sta cercando di proteggere meglio i propri interessi”, ha detto Zhang. “La Cina è un partner affidabile e trasparente dell’UE – non qualcosa da temere “.

Ha aggiunto: “Speriamo e confidiamo che l’UE non chieda alla Cina di aprire i propri mercati ed allo stesso tempo di chiuderli”.

In questo contesto, i diplomatici dell’UE si sono chiesti se il summit annuale di quest’anno possa produrre alcun progresso tra le due parti.

Negli anni passati gli incontri non hanno prodotto una dichiarazione congiunta a causa di disaccordi sulle indicazioni geografiche, o di norme europee che regolano come etichettare il cibo per dimostrare la sua provenienza regionale e la riforma dell’Organizzazione mondiale del commercio, tra gli altri ostacoli.

“Il nostro team si sta preparando per il summit nella speranza che possa avere più risultati”, ha detto Zhang. “Dal luglio scorso, abbiamo compiuto buoni progressi riguardo a molte tematiche. Per l’accordo sulle indicazioni geografiche, la Cina e l’UE hanno compiuto sforzi molto difficili ed è giusto dire che Cina e UE sono molto vicini ad un accordo finale.”

L’ambasciatore cinese ha affermato che il suo governo ha preparato concessioni, tra cui l’accesso al mercato europeo in Cina, le indicazioni geografiche e l’agenda delle riforme dell’Organizzazione mondiale del commercio.

“Le relazioni Cina-UE sono ormai mature e questo è dimostrato dal fatto che entrambi ci impegniamo a ricorrere a consultazioni amichevoli bilaterali od a colloqui multilaterali quando si verificano attriti e divergenze”, ha detto Zhang.

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