L’allarme dei giovani professionisti il ricatto dei 600 euro di bonus

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Quello che è successo durante questa emergenza del coronavirus è veramente incredibile. La denuncia viene dal presidente dell’Aiga, l’associazione dei giovani avvocati, alcuni avvocati, impiegati con la partita iva presso studi legali, si sono visti abbassare il compenso mensile, altri sono stati lasciati a casa, questo accade purtroppo, per tutti quei lavoratori che hanno una partita iva, lavorano per un solo committente, svolgono un lavoro che rientrerebbe nella categoria dei lavoratori subordinati.  Non hanno alcun diritto riconosciuto, dove licenziare è molto semplice, si viene licenziati e sostituiti da un altro praticante avvocato,  non hai diritto ad alcun TFR, mentre è riconosciuto ad una segretaria impiegata in un qualsiasi studio professionistico.

Il grido di allarme nei giorni scorsi è stato lanciato anche dal sindacato Inarsind dei professionisti ingegneri e architetti, dove viene richiesto di compensare il bonus di 600 euro con le loro ricevute mensili.

Si tratta di un vero e proprio abuso, un comportamento scorretto che soffoca e mette in sofferenza i professionisti con partita iva, un mondo sommerso.  Ci sarà qualcuno disposto ad indagare, in un’Italia che risulta tra i paesi più corrotti in Europa.

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