Lady Diana, tutto l’amore della principessa infelice

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Uno dei personaggi più influenti, chiacchierati ed amati nel XX secolo, è Lady Diana Spencer. Nasceva oggi, 1 luglio del 1961, conosciuta agli occhi del mondo intero, semplicemente come Lady D.

Ha conquistato il cuore non solo dei suoi sudditi. La fama creatasi per essere sempre così attenta al prossimo, ai più deboli ed ai meno abbienti, ha fatto sì che fosse apprezzata in ogni paese del globo.

Nel corso della sua, seppur breve, intensa vita (si spense all’età di 36 anni nel tragico incidente, tristemente noto a tutti) fu protagonista sulla scena mondiale come indiscussa icona di stile, bellezza ma anche per il suo impegno umanitario.

L’ aperta sfida alle critiche

Lady Diana si interessò sempre alla sorte dei più sfortunati, prodigandosi affinché potesse apportare almeno un piccolo cambiamento, sfruttando la potenza dell’immagine pubblica rivestita.

In particolar modo si prodigò nelle opere di beneficienza a favore dei bambini poveri nel continente africano. Inoltre, si dedicò alla promozione di iniziative a favore della ricerca scientifica e medica, principalmente in relazione al virus dell’HIV e AIDS.

Fece scalpore il clamoroso gesto di cui si rese protagonista. Diana strinse la mano ad un malato di AIDS, senza utilizzare i guanti, dinnanzi all’occhio sorpreso di fotografi e giornalisti. L’immagine fece il giro del mondo, quasi in tempo reale, in un’epoca in cui la disinformazione regnava sovrana. Infatti, non erano ancora chiare le modalità di trasmissione del virus, pertanto si credeva che il solo contatto fisico potesse essere estremamente pericoloso. In barba alla credenza comune, Diana tese la sua mano al malato, dimostrando quanto amore e compassione regnassero in lei.

Soprattutto, ha lanciato un messaggio fondamentale al mondo: ogni malato, da qualunque malattia sia affetto, è meritevole di compassione e vicinanza. Un malato, non va lasciato solo né va trattato come un appestato, mai.

Un’altra clamorosa azione compiuta dalla principessa fu nell’ambito dell’associazione “Campagna Internazionale per il Bando delle Mine Antiuomo”, fondata da Jody Williams. In Angola, nel 1997, Lady Diana, munita di giubbotto antiproiettile ed elmetto protettivo, percorre coraggiosamente un sentiero su una zona non sminata. Si muove lentamente, un passo dietro l’altro, in silenzio.

A dimostrare quanto la vita umana possa essere appesa ad un filo e quanta violenza ci fosse ancora da sgominare.

Un gesto rivelatore di estrema empatia e volontà di cambiare davvero le cose. Una pioggia di critiche sommerse la principessa, che in seguito a tale prodezza fu accusata di protagonismo ed imprudenza. Come sempre però, Diana, non se ne curò e proseguì imperterrita la sua battaglia morale. Non abbandonò mai un progetto, un obbiettivo. Rimase sempre fedele ai suoi valori, che ha trasmesso ai suoi figli.

IL rapporto con Madre Teresa di Calcutta

In un momento molto difficile della sua esistenza, determinato dalla dolorosa separazione dal marito Carlo, a cui seguì la perdita del titolo di “altezza reale”, Diana fece un incontro, che cambiò la sua vita.

La principessa e la Madre si incontrarono per la prima volta il 19 febbraio del 1992, e parlarono per un po’ di tempo. Cosa si dissero durante quel colloquio riservato, non lo sapremo mai.

Quel che è certo invece è che Madre Teresa di Calcutta colse la bontà di spirito di Diana, ne percepì la fragilità e la forza in una combo straordinaria. Incalzata dal cardinale Angelo Comastri, che la metteva in allerta rispetto al clamore mediatico legato a Diana, lei disse: “Io non ho mai incontrato la principessa Diana, ma l’infelice Diana, è una cosa molto diversa”.

Al contempo, Lady Diana, profondamente ammirata dalla fede della religiosa si lasciò in qualche modo ispirare da lei e dal suo operato. Trovò nel rapporto con Madre Teresa la forza ed il coraggio di portare avanti il suo impegno umanitario, di reinventarsi e dare una svolta alla propria vita.

Il legame che unisce queste due donne è molto particolare. Si spensero a pochi giorni di distanza l’una dall’altra, come in un disegno, già deciso, del destino.

The Revenge Dress, L’ abito della vendetta

Non come tutte le principesse Diana fu protagonista di una fiaba a lieto fine. Non ha incontrato il “principe azzurro”, ironicamente parlando, e la sua scarpetta è stata calzata da un altro piede.

È noto a tutti, infatti, che il suo consorte il Principe Carlo, abbia sempre nutrito un sentimento, nonché una relazione, con un’altra donna, Camilla Parker Bowles, durante il matrimonio con Diana.

Lady Diana, senza mai perdere la dignità, accettò non senza dolore la situazione. Tuttavia, un giorno, nel corso di un’intervista Carlo ammise pubblicamente i tradimenti e Diana, in qualche modo, si può dire si sia vendicata!

Infatti, in occasione del Garden Party, presso la Serpentine Gallery di Londra, Lady Diana stupì tutti i presenti, nessuno escluso.

Si presentò con indosso un abito che infrangeva, almeno, un paio di regole imposte dall’etichetta di corte! Corto fin sopra le ginocchia, le spalle scoperte, décolleté nere dal tacco vertiginoso. Al collo un raffinato collier di perle, sul volto, il suo luminoso sorriso.

Sì, Lady Diana voleva mostrare a tutti la sua forza, la sua indipendenza. In una circostanza simile, che avrebbe abbattuto qualunque altra donna nella sua posizione, Diana sfida apertamente la Royal Family, dimostrando di non avere necessità di fregiarsi del loro prestigio.

“Era la prima volta che la gente scopriva la nuova Diana, quella che non aveva bisogno della famiglia reale, in particolare del principe Carlo. In quel miniabito trasudava fiducia, un’aria di felicità e indipendenza”. Testimonianza di Alex Longmore, The Huffington Post.

La Londra di Lady Diana

Ci sono certi posti a Londra, non quelli monumentali ma quelli della vita quotidiana, che Lady D. amava frequentare non appena riusciva.

A Mayfair ad esempio, si trova (tutt’oggi) un negozio che Diana adorava: la cioccolateria “posh” Charbonnel et Walker. Era una delle tappe fisse delle principessa.

La rende presente ancora oggi, il negozio di giocattoli Early Learning Centre, in cui Diana portava anche i principini William e Harry, nel tentativo di far loro assaporare la vita “normale” fuori da Buckingham Palace.

A Notting Hill si trova un bar, il Café Diana, in cui Lady D. faceva colazione quando si trovava in zona e spesso andava insieme ai figli.

Amante della moda italiana, particolarmente legata alle maison Versace, Armani e Valentino, Lady D. apprezzava anche gli stilisti locali.

Quando voleva acquistare un abito dunque, si recava nel suo quartiere preferito, Knightsbridge, dove si trova l’atelier di Bruce Oldfield. Il celebre aterlier a cui la principessa ha conferito prestigio, esiste ancora oggi nel cuore del quartiere tanto amato da Lady Diana.

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