L’ADDIO A PAOLO VILLAGGIO CHE VOLEVA MORIRE D’ESTATE

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L’attore genovese Paolo Villaggio è morto a Roma, a 84 anni.
Nasce il 30 dicembre 1932, da padre siciliano e madre veneziana, ma tipicamente ligure, che lo porta a legare una strettissima amicizia e a collaborare artisticamente ai suoi esordi con Fabrizio De Andrè.
A portarlo via sono state le complicanze del suo diabete curato poco e male, come scrive, su facebook,
la figlia Elisabetta e il fratello Pierfrancesco, presso la clinica Paideia, dov’era ricoverato.
Se ne andato in un caldo giorno d’estate, come desiderava, quando ne parlava scherzando con Antonio Ricci, padre di“Striscia la notizia”, dove è stato anche conduttore per alcune puntate.
“Ho deciso di morire d’estate – affermava ridendo – d’estate succedono meno cose e c’è più spazio su
giornali e tv.”
Così è stato, ma di lui se ne sarebbe parlato in qualsiasi stagione: talento comico particolare e straordinario
che ci ha insegnato a riconoscere i nostri limiti e a riderne sopra.
A portare all’apice anche il personaggio più umile e sfortunato del mondo trasformandolo in un’icona di comicità e realismo.
L’omaggio alla sua genialità è stato espresso anche dal mondo della politica, dal Presidente del Consiglio
Paolo Gentiloni, alla Presidente della Camera Laura Boldrini, al Presidente del Senato Pietro Grasso e da
Matteo Renzi che lo hanno ricordato attraverso i social.
Amici e colleghi ricordano con affetto il grande attore capace di raccontare in modo semplice le debolezze e i vizi degli italiani.
Toccante il ricordo di Anna Mazzamauro sul suo profilo facebook, firmando col nome del suo personaggio scrive: “É morta anche la mia giovinezza. Fantozzi è stato l’unico uomo che mi abbia veramente amato.”
Con lui scompare uno dei capostipiti della commedia italiana, aveva recitato con Fellini, Monicelli, Olmi,
ricevendo premi e riconoscimenti.
La Camera Ardente sarà allestita in Campidoglio e la Cerimonia Laica alla Casa del Cinema a Villa Borghese.

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