L’abbraccio Mancini/Vialli: ad Adria è anche un murales

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Ad Adria (Rovigo) il celebre abbraccio tra Vialli e Mancini è ora un murales.

L’abbraccio tra Mancini e Vialli: il murales

Nelle menti di chi ha seguito la finale a Wembley che ha portato l’Italia sul tetto d’Europa è sicuramente rimasto impresso l’abbraccio tra Roberto Mancini e Gianluca Vialli al termine della partita. Un gesto simbolico, così tanto da diventare il soggetto di un’opera di street art realizzata su una parete dello stadio Bressan di Adria, in provincia di Rovigo. L’immagine va al di là della vittoria di un titolo per niente scontato. Infatti nell’abbraccio tra Mancini e Vialli, ora murales, si vede l’amicizia genuina tra i due, i gemelli del gol ai tempi della Sampdoria dello scudetto del 1991. Un gesto normale prima della pandemia, poi un atto da evitare in nome del mantenimento della distanza. Una speranza in tempi come questi.


Ali e Nino: la gigantesche statue che si fondono in un abbraccio


L’abbraccio tra Mancini e Vialli: gli autori del murales

L’episodio dell’abbraccio tra Mancini e Vialli ha ispirato Wallabe, che ha disegnato e proposto il progetto di un murale al Bocar Juniors di Adria. Da questa proposta è nata l’opera realizzata dall’artista Gionata Gesi, in arte Ozmo, su una delle pareti a mattoni dello Stadio Bressan. Le fotografie sono invece di Mattia Zoppellaro.

L’abbraccio tra Mancini e Vialli: l’artista del murales

“Sono molto felice di aver avuto l’opportunità di collaborare con Federica Sansoni di @wallabe.art. Mi ha invitato ad interpretare l’iconico abbraccio tra Roberto Mancini e Gianluca Vialli, dopo la vittoria italiana nella Coppa Europa 2021 su un muro di una giovane associazione calcistica d’eccellenza denominata Bocars Jrs ad Adria, vicino a Venezia”, le parole di Ozmo sul suo profilo Instagram. “In quell’abbraccio c’erano gioia, rabbia, riscatto e rinascita: la gioia di un europeo appena vinto, dopo quello ormai sbiadito del lontano 1968”, prosegue. “La rabbia per un destino avverso che non ci voleva campioni, il riscatto di una nazione tra le prime ad essere piegate da un virus sconosciuto e terribile, la rinascita di un movimento calcistico che fino a pochi anni fa sembrava essersi smarrito”. Conclude con un “grazie a Mattia Zoppellaro per i fantastici ritratti”.

Chi è Ozmo

Forse ai molti questo nome non dice molto, ma forse chi è appassionato di street art nostrana lo ha già sentito nominare.

Uno dei pionieri della street art italiana.

Ozmo, all’anagrafe Gionata Gesi, è un artista che ha fatto la storia della street art italiana. Si forma all’Accademia di Belle Arti di Firenze e dai primi anni Novanta, dopo un esordio nel mondo del fumetto, si concentra sulla pittura e sul writing. Poi, nel 2001 l’artista si trasferisce a Milano e, insieme a un piccolo gruppo di amici, getterà le basi per quella che sarebbe diventata la Street Art italiana, di cui è uno degli indiscussi pionieri.

Ha lavorato nelle più importanti città d’arte contemporanea in Italia e all’estero

Ozmo ha realizzato interventi di arte pubblica monumentale nelle più importanti capitali dell’arte contemporanea e urbana in Italia e all’estero, quali San Francisco, New York, Miami, Atlanta, Chicago, Londra, Berlino, Parigi, Shanghai, Mosca, Saõ Paulo, Fortaleza, La Habana, Capo Verde, Lugano, Beirut, Tunisi, Milano, Roma, Ancona, Palermo, Bari, Torino. Una delle sue ultime collaborazioni è avvenuta ad Albisola Superiore, dove ha dato vita lo scorso maggio ad un’opera sulla facciata dell’istituto comprensivo delle Albisole a La Massa. È autore, inoltre, di un toccante murales in memoria di Willy, il giovane 21enne ucciso a Colleferro, in provincia di Frosinone, a seguito di un pestaggio per mano di quattro coetanei il 6 settembre 2020.

Chi è Mattia Zoppellaro

Va spesa qualche parola pure su Mattia Zoppellaro, a cui si devono le fotografie al murales. Attualmente vive tra Milano e Londra.

Gli inizi

Nata Rovigo, ha studiato fotografia allo IED di Milano dal 1999 al 2002. La sua carriera iniziò al dipartimento  di Fotografia di Fabrica, nel vicino Centro di Ricerche sulla Comunicazione di Benetton. Dopo due anni lì, nel 2003 si trasferisce in Inghilterra dove inizia a scattare per diverse riviste e etichette musicali. Intanto realizza vari progetti personali che spaziano dal sociale (Irish Travellers, Rifugiati Kosovari, Cacciatori di Streghe Africani, Senzatetto di Hackney, Prigioni di Massima Sicurezza del Nord-Est Italiano), al costume (Cerimonie Religiose nel Meridione, Fiera del Sesso di Milano) toccando anche i movimenti giovanili (Rave Parties Europei, Punk Messicani, Scena Hip Hop di Dakar).

Le mostre

Nell’Ottobre 2015 l’Outdoor Festival di Roma ospita la mostra personale “Heroes?”. Nel Marzo 2016 è la volta di “Scratches” alla Traffic Gallery di Bergamo. Nel Settembre 2017 esce il suo primo libro “Appleby” sugli irish travellers. È presente al Cortona On The Move nel 2016, poi al Festival Portrait(s) di Vichy e alla Traffic Gallery di Bergamo (2018). Nel Marzo 2019 espone al MIA Photofair di Milano il lavoro “Appleby”. Nel Gennaio 2020 si presenta ad Arte Fiera di Bologna con i progetti “CCCP” e “Straight Outta Pikine”.

Tra riviste e volti celebri

Mattia Zoppellaro, ha ritratto, tra gli altri, personalità celebri del mondo della musica: tra questi, gli U2, Lou Reed, Patti Smith, i Depeche Mode, Wes Anderson e James Franco. Inoltre ha avuto di immortalare gente come Giulio Andreotti. Ha lavorato, e lo fa tuttora, con numerose riviste di prestigio come Rolling Stone, Vanity Fair, GQ, Mojo, Geo.