La vitamina D  è l’ormone del sole e l’amica delle ossa.

Infatti, è il caso di precisare che la vitamina D, a dispetto del suo nome, non è  una vitamina ma un ormone che regola il metabolismo del calcio: appartiene alla famiglia degli ormoni steroidei.

La vitamina D è da decenni oggetto di studi e dichiarazioni controverse da parte di esperti che dibattono sui valori soglia ed altri, sull’efficacia effettiva di questa “integrazione”.

In Italia è la seconda voce di spesa farmacologica per le malattie dell’apparato gastrointestinale, e la prima nel trattamento dell’osteoporosi (260 milioni di euro nel 2017 tra vitamina D e suoi analoghi). Si ritiene che aiuti anche a proteggere dal cancro, dal diabete, dall’ipertensione, dalle malattie cardiovascolari e dalla depressione.

Un gruppo di ricercatori guidati dal dottor Jia-Guo Zhao del Dipartimento di Chirurgia Ortopedica all’ospedale cinese di Tianjin ha realizzato una metanalisi relativa all’assunzione della Vitamina D (analisi di più ricerche sullo stesso argomento) pubblicata poi su JAMA.

Dieci anni (dicembre 2006- dicembre 2016 ), 33 studi clinici randomizzati e 51.145 partecipanti per analizzare l’effetto della supplementazione di calcio, di vitamina D o dell’associazione calcio-vitamina D avendo come fulcro le fratture da fragilità, rispetto a placebo o nessun trattamento.

La conclusione? Gli over 50 che assumono calcio o vitamina D, oppure calcio più vitamina D, hanno la stessa probabilità di subire fratture di quelli che non seguono alcun trattamento.

Sempre gli esperti spiegano che è probabile che esista un rapporto tra deficienza di vitamina D, indebolimento delle ossa, osteoporosi e rischio di fratture ma, semplicemente non è un legame lineare.

Se la stessa Aifa (Agenzia Italiana del Farmaco) però,  interviene per l’eccessiva facilità con la quale si prescrive la vitamina D, e nel frattempo le società scientifiche parlano addirittura dell’80% della popolazione adulta italiana con un deficit di questa sostanza, è ovvio che qualche dubbio si insinua.

Tanti e troppi interventi sull’efficacia o meno e sulla reale necessità dell’integrazione della Vitamina D;  da alcuni esperti/professori definita addirittura l’ennesima pseudo malattia.

Nel Regno Unito lo stesso Governo raccomanda il consumo di integratori di vitamina D per tutto l’inverno e la maggior parte della popolazione assume qualche forma di integratore giornalmente. E dal King’s College di Londra Tim Spector, professore di epidemiologia genetica, dichiara senza filtri  che siamo dinanzi ad un altro intreccio tra interessi economici e fobie sociali, poichè la carenza di vitamina D nel sangue sarebbe patologica soltanto alivelli estremamente bassi.

In medio stat virtus…

E’ bene ascoltare sempre i consigli del proprio medico ed evitare assunzioni fai da te è il solito suggerimento e sicuramente, è molto meglio la prevenzione effettuata attraverso i soliti stili di vita salutari: attività fisica, dieta equilibrata, e in questo caso anche adeguata esposizione al sole durante l’anno, visto che la produzione di vitamina D nel nostro organismo è stimolata dalla luce solare.

 

 

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