La vergogna non può nascondere l’intrigo politico per sempre

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ottotipo
L'installazione di Laika

Le resistenze residue sono nate da esigenze politiche, non dal merito”, la vergogna non può nascondere l’intrigo per sempre. la dichiarazione della Cartabia sull’approvazione della riforma sulla giustizia, sembra non voler più celare intrigi di partito, ma anzi, con una certà lapidarietà li vuole portare alla luce.

La vergogna: ma questi intrighi quale vergogna possono mai contenere?

La vergogna dell’inganno verso un popolo che attende giustizia per esempio? Verso un popolo che dopo decenni di crimini econimici e mafiosi, vede ancora soggetti governare? Quella pronunciata da Marta Cartabia, sembra una frase innocua, ma svela, senza mezzi termini, come la politica italiana sia sinonimo di propaganda e strumentalizzazione. Non possiamo dissociarci da questo concetto così lapidario: la politica italiana è propaganda elettorale sempre. Non abbiamo neanche più il tempo di vedere insediarsi un Governo che già si parla di elezioni e di mal Governo. O di prepararci ideologicamente al concepimento di una legge, che già parliamo di abrogarla a favore di chissà quale novità. Spesso, le migliori novità diciamo venire dagli altri stati membri della comunità europea. Ma successivamente ci rendiamo conto di essere sorvegliati speciali, per il fatto che spesso applichiamo misure innovative che sono aliene a tutti. Non siamo solo il paese del debito pubblico. Noi usciamo da questa pandemmia di rincorsa, da altre parti raccolgono i cocci.

Sembrerà strano

Ora tutto questo bel cappello fatto precedentemente, potrebbe indicare un mio essere in linea con la Cartabia. Neanchè un pò! La realtà non è neanche nel mezzo. Il nostro modo di fare politica riesce a sostituire il confronto politico ormai morto da anni. Ad avere giovamento di questa nuova dialettica è la dialettica stessa. Persa insieme alle ideologie, questa nuovo forma di scontro perenne, sostituisce il buon vecchio dialogo politico. Tutto ovviamente nella totale confusione. Tutto ovviamente nell’istabilità di Governo. Ma tutto in toltale movimento. Addirittura il Ddl Zan ha mosso tutti i partiti. Li ha mossi in una sorta di scontro incontro. Il combattimento per prevalere, per il merito e per essere protagonisti. Ma allora in tutto questo dove è la vergogna? Da nessuna parte. L’Italia si muove a grandi passi verso una europeizzazione politica che la vede protagonista. Gli altri devono ancora cucire i buchi di bilancio e le frammentazioni colonialistiche (vedi la Francia e i suoi finti attentati), nascondendosi dietro a nuove varianti Covid. Ma allo stesso tempo sono trainati dalle nostre idee su una politica economica europea di larghe intese. Siamo stati talmente bravi che gli abbiamo fatto digerire l’assistenzialismo come forma di sviluppo.

La vergogna della politica frammentata

Il carrozzone europeo non è più guidato dalla Germania e dai suoi titoli di borsa. Ogni l’Europa è guidata dall’assistenzialismo italiano che è diventato, in un momento di frantumazione del marcato del lavoro, uno strumento di sviluppo immediato. Chi è assisito è da considerarsi a tutti gli effetti un impiegato part time dello Stato senza collocazione. Questa è un’idea allettante per il mercato del lavoro. Per esempio, perchè non collocare chi è assisitito in luoghi comunali chiusi al pubblico, per riprendere una attività comunitaria? Perchè non collocarli in luoghi statali che sono sotto dimensionati di personale, per ristabilire dignità ed equilibrio? fatte salve le mie buone intenzioni di aprire ad idee immediate guardando al passato, possiamo di certo dire che circa 3 milioni di attualmmente assistiti hanno mosso l’economia e i consumi. Mi dispiace per i liberi professionisti ed imprenditori che si sentono defraudati da un compenso che sentono loro, ma come possiamo dire? un pò ciascuno non fa male a nessuno. del resto i disoccupati li avete creati voi licenziando e mangiandovi milioni di capitali in ville, vetture e cocaina. Come dice il proverbio? Chi mangia prima non mangia dopo? Ecco! ora attendete il vostro turno, mettetevi in fila insieme ai disoccupati che avete creato e cercate di capire, che una nazione è madre di tutti non solo di alcuni.

La dialettica

Forse è proprio per questo motivo, che questa nuova dialettica politica non sta portando danni ma giovamento. Forse è per questo che oggi siamo all’interno di una comunità europea a pezzi mentre noi siamo in piedi. E si mi dispiace per li jettatori, disillusi e critici di natura, quelli che fanno i sovranisti ed invece di difendere Mattarella, come il nostro più imprtante rappresentante, gli lanciano gli insulti peggiori. Questa nuova dialettica del litighiamo a tutti i costi, fa fare passi in avanti ogni volta che c’è da discutere quacosa. Questa nuova dialettita ha trasformato un movimento da bar in un rispetabile partito politico di Governo con già tre mandati alle spalle. Cercate di cambiare agolazione, l’evoluzioni storico sociologiche hanno bisogno di interpretazione e nuove visioni. E’ imposibile gestire una politica mantendo i criteri stessi che l’hanno frantumata. La nostra evoluzione ha portato l’Europa ha guardarci come componenti principali di questo insieme i follie comunitarie e non più come peso da portare tradizionalmente. Ora siamo noi a guidare e non perchè ieri abbiamo vinto gli europei, ma abbiamo vinto gli europei proprio perchè ora guidiamo.