La vendita di armi all’Azerbaigian: Israele può fermarla?

La vendita di armi: cosa fa Israele?

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La vendita di armi

L’ambasciatore armeno Armen Smbatyan, con una nota, ha comunicato la possilità da parte di Israele di fermare la vendita delle armi all’Azerbaigian. La scorsa settimana il governo armeno ha ritirato il suo ambasciatore da Tel Aviv. Con l’accusa che Israele fornisce armi e droni all’Azerbaijan, suo rivale per il controllo della regione del Nagorno Karabakh.

Israele rimane neutrale

Israele avendo forti legami con entrambe le contee ha cercato di rimanere neutrale al conflitto, anche se riceve il 40% della sua fornitura di petrolio dall’Azerbaigian. Di contro Fud Akhundov, dirigente dell’amministrazione del presidente della Repubblica dell’Azerbaigian sostiene che i rapporti con Israele riguardano gli acquisti di hardware ad uso militare. Akhundov ha confermato inoltre, che l’Azerbaigian stava usando i droni israeliani, per rivendicare il proprio territorio. Era convinto in sostanza, che l’Armenia cercasse di coinvolgere la Russia nel conflitto, per il patto militare che li lega.Lunedì, da quando è iniziata l’ostilità, è stato il giorno più cruendo. Il più mortale nella regione del Caucaso meridionale da oltre 25 anni. A nulla purtroppo, sono valsi i tentativi di negoziato per il “cessate il fuoco”.

La vendita di armi: cosa fa Israele?

Aliyev in un discorso televisivo, ha affermato che le forze azere stavano avanzando. Lo scopo è riconquistare quelle terre che avevano perso a causa degli armeni di etnia armena negli anni ’90. Nonostante si contestino questi guadagni. Chiede inoltre che l’Armenia stabilisca un calendario per il ritiro dal Nagorno-Karabakh e dai territori azeri circostanti. Pertanto il funzionario del ministero della Difesa armeno Artsrun Hovhannisyan ha dichiarato: “Non credo che ci sia alcun rischio per Yerevan, ma comunque siamo in guerra“. I combattimenti hanno sollevato preoccupazione internazionale per la stabilità nel Caucaso meridionale. Gli oleodotti trasportano petrolio e gas azero ai mercati mondiali, col rischio che altre potenze regionali possano essere trascinate dentro. L’Azerbaigian è sostenuto dalla Turchia e l’Armenia ha un patto di difesa con la Russia .

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