La Varallo enigmistica, conoscere la città è un passatempo

Un'iniziativa dei musei e delle associazioni cittadine

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La Varallo enigmistica
Da questo mese gli studenti della primaria ricevono l'opuscolo (immagine di Palazzo dei musei)

Giochi e cruciverba per conoscere meglio la Valsesia. La Varallo enigmistica è un’idea delle associazioni cittadine per i bambini delle scuole elementari e le loro famiglie. Un progetto di valorizzazione del patrimonio che coinvolge i giovani, rendendoli partecipi della gestione del patrimonio pubblico. Infatti, l’attenzione per l’eredità del passato si coltiva fin dall’infanzia e i cittadini del futuro hanno la responsabilità di renderlo fruibile e disponibile a tutti.

L’arte, le tradizioni e le curiosità sulla città sono il materiale a cui i curatori del progetto attingono per creare passatempi a tema. Da questo mese gli studenti ricevono l’opuscolo di 20 pagine con tanti rompicapo per allenare la mente divertendosi. Il progetto ha preso avvio sulla pagina Facebook di Palazzo dei musei ed è poi diventato un fascicolo simile alla più famosa rivista di enigmistica. L’iniziativa avvicina i più giovani al territorio e alla cultura locale per renderli consapevoli delle potenzialità della zona. I ragazzi imparano la storia e apprezzano il patrimonio culturale con attività che stimolano la fantasia e l’ingegno.

La Varallo enigmistica, giochi per i ragazzi della primaria

Le collezioni di maioliche e di uccelli della Pinacoteca e del museo Calderini diventano le tessere del Memory con cui organizzare tornei tra amici. Le quasi 200 ceramiche databili tra 14° e 18° secolo si adattano al gioco allo stesso modo dei quasi 500 esemplari di volatili che rappresentavano l’avifauna valsesiana della seconda metà dell’Ottocento. Anche i minerali e i fossili di Palazzo dei musei diventano un cruciverba con definizioni e termini scientifici da imparare.
Le esposizioni permanenti e il Sacro Monte entrano così nelle case dei ragazzi non come libri da studiare, ma come gioco.

Il personale dei musei varallesi e i volontari dell’oratorio e di alcuni sodalizi hanno contribuito alla realizzazione dell’iniziativa culturale. La collaborazione con le scuole ha portato tra i banchi i reperti e la loro conservazione e le visite d’istruzione hanno fornito gli spunti per sviluppare progetti rivolti ai visitatori più piccoli.

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