La tv cinese rivela confessioni shock sulla rete di spionaggio di Taiwan

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La tv cinese rivela confessioni shock sulla rete di spionaggio di Taiwan. La Cina continua la campagna di pressione contro Taiwan per affermare il proprio dominio. Al centro dell’ultima querelle le confessioni e accuse di spionaggio. Ma dietro ci sarebbe una motivazione esclusivamente politica. Il presidente di Taiwan Ing-Wen ha più volte dichiarato che non provocherà in nessun modo la Cina. Si difenderà dagli attacchi e dalle continue pressioni cinesi che arrivano sempre più insistenti.

La Tv cinese rivela confessioni shock sulla rete di spionaggio

Da domenica sera la televisione cinese ha rivelato che ci sarebbero spie taiwanesi che hanno operato in Cina e che hanno confessato i loro crimini. “Tutto orchestrato per infiltrarsi e danneggiare” i taiwanesi, commenta Ing-Wen. “Un avvertimento alle forze separatisti” di Taiwan, come ha scritto il Global Times, il tabloid cinese molto accreditato e gestito dal partito comunista.

La tv cinese rivela confessioni shock e Taiwan replica

Taiwan dal canto suo afferma che la Cina sta cercando solo di “incastrare e intrappolarli”. Sta infatti utilizzando persone in televisione per confessare i crimini prima di andare in giudizio. E questa sarebbe “una grave violazione del corretto processo legale”. Il Premier di Taiwan ha dichiarato che la Cina sta “diffondendo calunnie e creando terrore”. L’ipotesi sulla rete di gestione di spionaggio è un’accusa che, tra l’altro, si rivendicano a vicenda. “La Cina è un paese autoritario e fa sempre questo tipo di infiltrazioni e danni. Quindi pensa che lo facciano anche gli altri. Non sanno che Taiwan è democratica e aperta da secoli”, conclude il Premier.

Le offese della Cina

Taiwan si è offesa in particolare per le inesattezze rivelate. In primis che le spie avrebbero lavorato per un ex presidente del Partito Democratico Progressista (DPP). Questo avrebbe “intensificato la collisione con le forze esterne anti-cinesi, creando spesso incidenti”, fa sapere il portavoce dell’Ufficio cinese per gli affari di Tawain. “Qualsiasi persona taiwanese indipendentemente dal credo politico è uno strumento per i comunisti cinesi“.

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