Atlantia è un player globale presente nel settore delle infrastrutture autostradali ed aeroportuali, con 5.000 km di autostrade a pedaggio in Italia, Brasile, Cile, India e Polonia e la gestione degli aeroporti di Fiumicino e Ciampino in Italia e i tre aeroporti di Nizza, Cannes-Mandelieu e Saint Tropez in Francia.

Il nome di Atlantia, che si ispira al mito di Atlante, colui che secondo la mitologia greca era stato comandato da Zeus a sorreggere il peso della volta celeste, richiama i caratteri di globalità, forza, solidità e responsabilità che contraddistinguono l’operato del Gruppo e l’evoluzione verso una prospettiva sempre più internazionale.

Quotata in Borsa con una capitalizzazione di 21,7 miliardi di euro a fine 2017, Atlantia ha conseguito un fatturato aggregato 2017 di quasi 6 miliardi di euro, un Ebitda di quasi 3,7 miliardi di euro e un cash flow di oltre 2,5 miliardi di euro.

In seguito ai gravi fatti relativi al crollo del ponte Morandi a Genova e alle ipotesi di ridiscussione (e revoca) delle concessioni da parte del governo il titolo Atlantia, ha perso il 22,26% a 18,3 euro. Il gruppo aveva già aperto giovedi 16 agosto in grandissimo calo (-23,7%) per poi risalire fino a un passivo di 17 punti…

Copiose le vendite sul titolo Atlantia, anche sospesa per eccesso di ribasso ed ora in calo del 7,72%. Ma cosa succede all’azione del gruppo delle infrastrutture? A pesare sui corsi borsistici del gruppo la tragedia avvenuta a Genova

Se giovedì 16 agosto Atlantia aveva bruciato 4,2 miliardi di capitalizzazione, ne ha poi recuperati 0,77, con scambi vivaci per 11,5 milioni, pari all’1,4% del capitale, ma di gran lunga inferiori ai 33 milioni del giorno prima, pari al 4% del capitale. Intanto la Consob, che venerdi
sarebbe intervenuta presso il governo suggerendo di moderare i toni ed evitare interventi scomposti a Borsa aperta per non turbare la regolarità dei mercati, ha fatto sapere di avere in corso accertamenti sul titolo, sull’operatività e sulla regolarità degli scambi, già dallo scorso 14 agosto, quando il Ponte Morandi è crollato. Gli occhi degli investitori sono rivolti alle decisioni che intende prendere il Governo, determinato a revocare la concessione autostradale (il ministro Toninelli ha annunciato l’avvio della procedura ), ma anche sulle valutazioni che vengono fatte dagli analisti, che ritengono piuttosto improbabile un provvedimento del genere, che potrebbe costare allo Stato l’equivalente di una legge finanziaria in penali.

Un’ipotesi di revoca potrebbe avere un nuovo impatto sul titolo Atlantia , controllato da Sintonia della famiglia Benetton che in due sedute, quella di martedì e quella di giovedi, ha bruciato più di 5 miliardi (giovedi ha perso oltre il 22%). Venerdi è arrivato il rimbalzo: Atlantia ha chiuso in rialzo del 5,7% a 19,34 euro.

Quanto all’ipotesi di una revoca della concessione, se si dovesse arrivare a questo, sottolineano società di rating come Moody’s o S&P, il loro giudizio su Atlantia potrebbe essere rivisto al ribasso. Attenzione sulla tragedia anche Swiss Re, che è fra gli assicuratori di Autostrade per l’Italia: “Siamo al lavoro, continueremo a sostenere il nostro cliente nella gestione dell’impatto di questo tragico evento sulle vittime e sulle loro famiglie”, spiegano dalla compagnia svizzera. “Lavoreremo – aggiungono – al processo di valutazione che includerà il contributo di esperti indipendenti per determinare le cause più probabili” del crollo.

Domani riapriranno le borse e vedremo la situazione del titolo e aggiornamenti sulla revoca della concessione.

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