Il Canton San Gallo vieta nei luoghi pubblici il velo islamico che copre completamente il volto alle donne.

La norma anti velo è stata ampiamente accolta nella giornata di ieri con 83.830 voti contro 36.948. Nella maggior parte dei Comuni il consenso ha spesso superato il 70%.

Nel 2016 era stato il Ticino il primo cantone della Svizzera a proibire il velo integrale nei luoghi pubblici, sul modello francese.

 

L’anno scorso il governo svizzero si era opposto a un’iniziativa per creare un divieto nazionale per il burqa rimandando la valutazione alle singole regioni.

Il Partito del popolo, destra populista, ha però raccolto le 100mila firme necessarie a indire un referendum, quindi nel 2019 gli svizzeri saranno chiamati ad esprimersi sul tema.

A Giugno dell’anno corrente un ulteriore paese Europeo a imporre il divieto è stato l’Olanda.

Sembra essere destinata a salire la contrarietà degli Stati che decidono di vietare il velo islamico in pubblico.

La decisione dell’Olanda arriva dopo quella della Danimarca, che a sua volta si è accodata a Francia, Austria, Belgio, Bulgaria, e Lettonia.

Non a caso tra questi paesi ci sono alcuni di quelli più colpiti dal terrorismo fondamentalista islamico e già in passato sospetti terroristi sono stati fermati mentre erano strategicamente travestiti da donne indossando il velo integrale.

Molti paesi tendenzialmente, sembrano però discutere più sulla questione “no velo uguale maggiore  integrazione”, piuttosto che di prevenzione attentati.

Una buona parte dei Paesi europei non ha una legislazione al riguardo e nemmeno una proposta di legge. In alcuni casi, sono state le autonomie locali a decidere come ad esempio la Lombardia in Italia e Barcellona in Spagna.

Nei Paesi, invece, dove il  divieto  è stato approvato, sono previste anche delle multe per chi trasgredisce. La sanzione più alta è in Bulgaria dove le donne che indossano il velo in un luogo pubblico rischiano di dover pagare 767 euro.

I Danesi sono i più clementi con il velo: non esistono multe, ed è vietato  solo da parte dei giudici mentre sono in udienza pubblica.

La Gran Bretagna, che ha subìto una lunga serie di attentati e dove la popolazione islamica finisce in carcere tre volte più spesso rispetto ai nativi ha una legislazione non troppo invasiva: sono vietati il Hijab e il Burqa a scuola laddove l’istituto stesso è a deciderlo.

A Londra addirittura il velo islamico sembra essere un abbigliamento comunissimo. In molte attività commerciali, banche comprese è probabile trovare donne col capo velato.

Una delle celebrità televisive britanniche è Nadiya Hussain, cuoca provetta che indossa rigorosamente il velo.

Non è raro vedere a Londra anche donne col niqab, il velo integrale (proibito in diversi Paesi europei).

MAPPA EUROPA

 

La sicurezza è necessaria, ma forse più che vietare, comunicare è il mezzo più democratico per l’integrazione.

 

 

Annunci

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here