La strategia americana per tornare l’unica potenza mondiale

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La nuova strategia americana per contenere la Cina non si basa solo sulla diplomazia vaccini ma l’intenzione è quella di dividere la Nato in due blocchi separati. Quello europeo e quello asiatico in funzione di contenimento cinese.

In cosa consiste la strategia di contenimento americana?

La strategia americana per la Cina è quella del contenimento, anche se sembra quasi troppo tardi. Gli USA sono stati impegnati militarmente, per 20 anni, nella terra di nessuno per accaparrarsi le risorse petrolifere. Ed hanno trascurato la crescita del Dragone asiatico che, nel frattempo, ha costruito un impero di grande successo. Soprattutto instaurando una rete di alleanze economiche con alla base le iniziative della nuova via della Seta. Per gli Stati Uniti la strategia di contenimento anti cinese non è nuova. Già Hilary Clinton aveva annunciato, nel 2011, l’American’s Pacific Century dicendo che la regione aveva la necessità della leadership americana.

L’impiego della Nato fuori luogo

Con l’inizio della guerra al terrorismo, ad inizio degli anni 2000, è iniziato il millennio della paura. Chi meglio la domina guiderà il mondo. La guerra al terrorismo iniziata da George W. Bush ha condizionato le relazioni internazionali, nei primi due decenni del nuovo millennio. Dopo gli attacchi dell’11 settembre la Nato a guida statunitense ha, allora, invocato il proprio articolo 5, di difesa collettiva, per combattere insieme delle guerre asimmetriche al di fuori dell’area operativa definita. Quindi l’impiego della NATO in uno scenario esterno non è da escludere.


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La nuova guerra dei vaccini nella strategia americana

Gli Usa non sono portati per il multilateralismo e vogliono riconquistare il proprio ruolo di unica superpotenza. L’America is back e sembra più forte che mai, almeno nelle intenzioni. Per ritrovare la leadership unipolare del mondo Biden deve riprendere in mano l’Organizzazione del Trattato Nord Atlantico (NATO). Poiché Trump aveva travisato la visione strategica della Nato e il ruolo degli Stati Uniti a livello globale. Biden vuole ripristinare, invece, il proprio ruolo di guida nell’alleanza.

L’attacco alla Cina sull’origine del virus

Il dragone sta diventando la prima potenza mondiale e detiene l’egemonia sul Continente asiatico. Perciò Biden sta cercando di allontanare gli alleati europei dalla Cina e dal suo grande bagaglio di investimenti. Gli Stati Uniti anche dopo aver accettato i risultati dell’Oms sull’origine del Virus, hanno richiesto, comunque, che una Commissione indipendente compia ulteriori indagini. Le accuse di responsabilità della Cina per l’origine del virus, per parola di Biden, esistono. Tali accuse vogliono installare un clima di sfiducia verso la Cina e riportare le relazioni internazionali in un contesto di guerra fredda. Per questo ci sarà un accaparramento di vecchi e nuovi alleati. In particolare, le potenze asiatiche, Giappone e Corea del Sud, con il pretesto di difendere la democrazia in Asia orientale.


Usa Giappone primo vertice dell’era Biden


Qual è la strategia americana per trovare gli alleati?

I paesi più ricchi stanno usando i vaccini per instaurare nuove relazioni. Il vaccino in questo momento è il bene più prezioso. Per salvarsi bisogna avere il vaccino, per avere il vaccino bisogna instaurare nuove relazioni. Chi ha il vaccino avrà anche la possibilità di guidare la propria ripresa economica. La diplomazia degli aiuti è crisi proprio perché i vaccini ancora non ci sono. Il Covax, il meccanismo dell’Onu che si prefigge di elargire miliardi di vaccini ai paesi più poveri, ancora, non sta funzionando proprio per la mancanza di vaccini a livello globale.

I vaccini americani

Gli Stati Uniti si sono concentrati sul voler vaccinare prioritariamente la propria popolazione entro oggi 4 luglio. I dati al 3 luglio sono che negli Usa hanno ricevuto almeno una dose 181.7 milioni di persone, più 156,3 milioni di persone vaccinate con Jonhson & Jonhson. L’obiettivo prefissato a maggio da Biden era quello del 70% della popolazione, ed è stato quasi raggiunto. Secondo il New York Times, infatti, il 66,8 per cento degli adulti americani hanno ricevuto almeno una dose.


Vaccini in Africa


I vaccini cinesi

Nel mondo la diplomazia dei vaccini controllata dagli Stati Uniti non permette l’arrivo, dei vaccini russi e cinesi, nei paesi occidentali. Però gli stessi paesi europei stanno chiedendo aiuti alla Cina e Russia per ricevere i vaccini. La rivista Affari Italiani afferma che Pechino sta approfittando dei canali della Via della Seta per rilanciare le sue esportazioni in chiave sanitaria. Dapprima con le mascherine e i respiratori, poi con i vaccini. Mentre l’occidente, in presa all’emergenza e alla mancanza di sieri bloccava le esportazioni. Invece la Cina raggiungeva oltre 100 paesi in tutto il mondo con 450 milioni di dosi. Cifre spaventose che contribuiscono a rilanciare l’immagine e il peso geopolitico del governo cinese, che utilizza il vaccino per presentarsi come potenza responsabile e unica in grado di aiutare i paesi in via di sviluppo. E l’America se davvero vuole tornare a guida del mondo dovrebbe finanziare la più grande campagna vaccinale della storia, ma probabilmente non arriverà ai numeri già ottenuti da Pechino.