La strage di Bologna: dopo 41 anni il ricordo è vivo

0
289

Era una mattina d’estate del 1980, più precisamente il 2 agosto, è anche a Bologna, come nel resto d’Italia sembrava una giornata come le altre. In realtà alle 10.25, un attacco terroristico colpì la stazione ferroviaria della città. Rimasero uccise 85 persone e ferite 200. Il ricordo della strage di Bologna è più vivo che mai nella memoria del nostro Paese. Il Presidente Draghi desecreta alcuni documenti utili alle indagini.


Semestre bianco: cosa può fare il presidente Mattarella?


La strage di Bologna: quale l’azione di Draghi?

Affinché episodi disastrosi e terrificanti come quello della strage di Bologna, non avvengano più, è necessario costruire una memoria comune. Per questo motivo il Premier Draghi, ha desecretato diversi documenti che possono tornare utili per ricostruire gli avvenimenti più dolorosi del nostro Paese. Di seguito la nota ufficiale di Palazzo Chigi: “Si tratta di una iniziativa che va ad ampliare quanto già stabilito con una precedente Direttiva del 2014, con riferimento alla documentazione relativa agli eventi stragisti di Piazza Fontana a Milano (1969), di Gioia Tauro (1970), di Peteano (1972), della Questura di Milano (1973), di Piazza della Loggia a Brescia (1974), dell’Italicus (1974), di Ustica (1980), della Stazione di Bologna (1980), del Rapido 904 (1984) conservata negli archivi degli Organismi di intelligence e delle Amministrazioni centrali dello Stato”.