La storia di Bassirou: da schiavo ad artigiano di lusso

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La storia di Bassirou: da schiavo ad artigiano di lusso

Bassirou è un giovane nordafricano che racconta la storia di un’Italia diversa. Ci racconta l’Italia che accoglie, che da speranza, che offre rifugio opportunità, e che garantisce un futuro.

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Il giovane Bassirou a lavoro

La storia.

La storia di Bassirou insegna e sensibilizza tutti coloro che non capiscono l’inferno vissuto da chi scappa dalla guerra. Il nostro amico ha solo 28 anni ma alle spalle un passato che lo ha segnato a vita. Scappato dal suo paese in seguito ad un colpo di stato, viene rinchiuso in una prigione della Libia, dove viene costretto ai lavori forzati, senza cibo e come uno schiavo. Nel 2016 fugge via mare e , dopo essere sbarcato in Sicilia, trova accoglienza da parte dell’associazione sociale ”Lai-momo”, nel comune di Marzabotto. Un anno dopo, nel 2017, l’associazione d’accoglienza fonda una start-up: la Cartiera. Situata nella vecchia cartiera di Marzabotto , produce opere di artigianato in vera pelle e assume tutti coloro che ne hanno bisogno: migranti e disoccupati. E sarà qui che Bassirou troverà la sua fortuna.

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Start-up La Cartiera

Oggi Bassirou è diventato un artigiano di lusso. Vincitore del concorso ”Welfare,che impresa!” della terza edizione , è uno degli artigiani più bravi della Cartiera. Le sue opere sono impeccabili, ed ha imparato anche molto velocemente. Il suo sogno è quello di far conoscere i suoi prodotti di artigianato in tutto il mondo ed aprire un atelier tutto suo. La sua storia insegna tantissime cose, ma due sono le più importanti: la prima, che non è mai troppo tardi per reinventarsi (come insegna il maestro Luciano De Crescenzo, venuto a mancare pochi gioni fa); la seconda è che l’Italia, fra i mille problemi, riesce a dare un piccolo barlume speranza a chi ne ha davvero bisogno.

La Cartiera ha offerto ottime opportunità di lavoro anche ad altre persone come Bassirou

Attualmente, infatti, ci lavorano ben 5 dipendenti a tempo indeterminato e 4 provengono o meglio, sono scappati da zone di guerra e di povertà. Il presidente Miriam Salussolia spiega : “La nostra cooperativa sociale nasce come opportunità di lavoro concreto,per fornire nuove competenze e la possibilità di rientrare nei propri paesi d’origine ai richiedenti asilo”. Aggiunge poi :”L’anno scorso abbiamo attivato anche percorsi di tirocinio formativo per sette richiedenti protezione internazionale”. I migranti vengono affiancati da esperti artigiani, ed imparano il mestiere proprio come ha fatto Bassirou.

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