La storia dell’America First – da Charles Lindbergh a Donald Trump

Il famoso slogan "America First" non è stato coniato da Trump. Venne utilizzato per la prima volta durante la Seconda guerra mondiale, in relazione all'antisemitismo.

0
808
La storia dell'America First

La storia dell’America First ha origine nella Seconda guerra mondiale. Il motto di Trump e della sua campagna elettorale, che per lui significa “proteggere il lavoratore americano” ha invece una storia più oscura. Infatti, lo slogan è associato agli oppositori degli interventisti americani nella Seconda guerra mondiale, ed è collegato a degli ideali antisemiti. Il primo ad utilizzarlo fu Charles Lindbergh, un eroe dell’Aviazione americana.

Da Lindbergh a Trump – la storia dell’America First

Dopo la Guerra Lampo voluta dalla Germania di Hitler, che dà inizio alla Seconda guerra mondiale, il Regno Unito è intenzionato a coinvolgere gli USA in qualità di alleati. Così, nel 1940, nasce l’America First Committee (AFC). Tale comitato si oppone a qualsiasi coinvolgimento dell’America nel Secondo conflitto mondiale, ed è molto critico nei confronti del presidente Roosevelt. L’AFC accusa infatti la sua Amministrazione di spingere la nazione verso un’altra guerra.

L’American First Committee arriva a contare 800 mila membri in tutto lo Stato. Tra questi vi sono socialisti, conservatori e alcuni dei più importanti americani di famiglie potenti, come il presidente Ford, Potter Stewart, la futura giudice della Corte Suprema. Inoltre a finanziare il Committee sono le famiglie che possiedono la Chicago Tribune. Tra i suoi membri, però si contano anche moltissimi antisemiti.

Col passare del tempo, le accuse di antisemitismo aumentano, e l’AFC viene criticato dopo che l’11 settembre 1941 il portavoce Charles Lindbergh tiene uno dei più deplorevoli discorsi dell’organizzazione. Nel discorso a Des Moines, in Iowa, Lindbergh esprime simpatia per la persecuzione degli ebrei in Germania. Tuttavia, suggerisce agli ebrei americani di non permettere agli USA di entrare in guerra, in quanto non è un interesse nazionale.

Il discorso di Lindbergh e le critiche della popolazione

Ecco cosa dice Lindbergh l’11 settembre 1941: “Invece di agitarsi per la guerra, gli ebrei in questo Paese dovrebbero opporsi in ogni modo possibile, perché saranno i primi a sentirne le conseguenze. La tolleranza è una virtù che dipende dalla pace e dalla forza. La Storia dimostra che non si può sopravvivere alle guerre e alle devastazioni. Alcuni ebrei lungimiranti se ne rendono conto e si oppongono all’intervento. Ma la maggioranza non lo fa ancora”.

Inoltre, il portavoce insiste sul fatto di non aver attaccato né il popolo ebraico né quello britannico. Afferma di aver inteso che i leader di razza britannica ed ebraica vogliono coinvolgere gli americani in una guerra che non appartiene loro. Da questo discorso, la maggior parte della popolazione dichiara Lindbergh e l’AFC “filo-nazisti”.

L’AFC si scioglie ma molti utilizzano ancora lo slogan

Il 7 dicembre, tre mesi dopo il discorso di Lindbergh, i giapponesi attaccano Pearl Habor, e gli USA entrano nella Seconda guerra mondiale. Il 10 dicembre, quindi, l’America First Committee si scioglie.

Da allora il motto “America First” è stato utilizzato da molti altri negli anni. Ad averlo utilizzato come slogan nelle presidenziali del 2000 è Pat Buchanan, del Reform Party. Infatti, Buchanan ha definito la Seconda guerra mondiale come un conflitto non necessario. Si è opposto inoltre al libero scambio. E’ proprio Trump che in quei tempi ha definito Buchanan “l’amante di Hitler”.

Ora, però, è Trump il primo ad utilizzare lo slogan “America First”.

La storia dell’America First di Trump

Trump sostiene che il suo motto “America First” serva a proteggere i lavoratori americani dalle altre nazioni e dalla loro concorrenza. In realtà, esistono molte altre somiglianze con lo slogan coniato da Charles Lindbergh, così come delle differenze.

In politica estera, Lindbergh e L’AFC erano isolazionismi, e volevano che gli USA si escludessero dagli affari esteri. Anche Trump è isolazionista, ma in realtà più unilateralista. Quindi pensa che gli USA possano essere coinvolti negli affari esteri, ma solo alle sue condizioni. Tuttavia Trump, come Lindbergh, sostiene che l’America non dovrebbe essere “il poliziotto del mondo”.

Trump parla di sconvolgere l’ordine mondiale, senza però dire come lo sostituirà. Se gli USA si ritirassero semplicemente dal loro ruolo di superpotenza, la Russia, la Cina o l’Iran sarebbero felici di intervenire per riempire quel vuoto.

Trump può anche dire che “America First” significhi la protezione dei lavoratori americani, ma il suo motto resterà sempre lo slogan isolazionista e antisemita di Charles Lindbergh.


Leggi anche: How US foreign policy has changed during Trump Adiministration