La storia della Libia: dall’epoca fascista ad oggi

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la storia della Libia
Sabratha; Libya: temple of Serapis, Roman capital and the Mediterranean sea - UNESCO World Heritage Site

La storia della Libia ci riguarda da vicino. Dalle antiche dominazioni greca e romana all’ascesa di Gheddafi, fino alle prospettive attuali e future: cerchiamo di conoscere meglio lo stato libico.

La storia della Libia inizia nell’antichità. Allora la Libia era divisa in due regioni: la Tripolitania e la Cirenaica. Non era ricca quanto il vicino Egitto; la popolazione era impegnata nell’agricoltura. Sotto la dominazione fenicia e greca, però, si arrivò alla fondazione delle città di Tripoli, Cirene e Leptis Magna. L’importanza della regione era legata alla posizione geografica. La vicinanza con all’Italia meridionale, il confine con l’Egitto e le coste sul Mediterraneo la resero una tappa obbligata per i commerci.

Tutto cambiò con la scoperta dei giacimenti di petrolio. Allora la Libia conobbe un certo benessere. Ma le potenze occidentali tornarono ad interessarsi del paese, intrattenendo rapporti con il governo o cerando di condizionarla politicamente.

La storia della Libia: il regime fascista

Il regime fascista diede impulso alla colonizzazione della Libia. Dopo una riorganizzazione amministrativa, venne creato il Governatorato Centrale, affidato a Italo Balbo.
A partire dagli anni ’30 il governo fascista incoraggiò un flusso di coloni italiani verso la Libia. Partirono, soprattutto, abitanti delle regioni che soffrivano la crisi economica. Nell’arco di pochi anni, i coloni italiani influenzarono la cultura delle zone in cui andarono ad abitare, diffondendo una discreta conoscenza della lingua italiana tra gli abitanti.

Agli inizi della Seconda Guerra Mondiale, il numero di italiani in Libia ammontava a 120.000 persone.
L’obiettivo era quello di incrementare la presenza italiana nella regione; infatti, alcuni consideravano la Libia “la nuova America” dell’immigrazione italiana. L’inizio della Guerra, però, rese irraggiungibile quell’obiettivo.
Gli Alleati occuparono la Libia nel 1942. E il processo di colonizzazione finì.

Non si può dimenticare che la conquista della Libia avvenne in ottica imperialistica e di aggressione militare. Però, la presenza italiana nel paese lasciò anche dei miglioramenti. Miglioramenti dell’agricoltura e costruzione di reti stradali, ad esempio.
Infine, nel 1947 l’Italia dovette rinunciare a tutti i possedimenti oltre i confini. L’amministrazione della Libia spettava all’ONU. Nel 1951 si arrivò al Regno Unito di Libia, uno stato indipendente.

La storia della Libia: l’ascesa di Gheddafi

Negli anni ’50 i rapporti tra Italia e Libia furono abbastanza buoni.L’interesse per la Libia si stava riaccendendo grazie alla scoperta di giacimenti petroliferi nel paese.

La politica filo- occidentale della monarchia libica iniziò a generare scontento, anche nell’esercito. Così, maturò l’idea del colpo di stato. Il colpo di stato arrivò e il colonnello Mu’ammar Gheddafi rovesciò la monarchia. Nel 1970 Gheddafi assunse la guida della Repubblica.

Nel 1973 il settore petrolifero fu nazionalizzato. Molti italiani rientrarono in Italia dopo aver visto i propri beni confiscati. Stessa sorte ebbero i cittadini di religione ebraica. Infatti, inizialmente la politica di Gheddafi era panaraba. Tuttavia, i tentativi di unirsi ad altri stati islamici non ebbe grandi risultati.

In quegli anni, le relazioni con l’Italia divennero tese. Negli anni ’80, ruppe con il leader dell’OLP. nel 1986 gli Usa bombardarono Tripoli a seguito di alcune operazioni terroristiche. Alla fine degli anni ’80 la Libia si ritrovò isolata.

Negli anni ’90, però, la Libia uscì dall’isolamento. Condannò l’invasione irachena del Kuwait, stipulò accordi con Ciad e si riavvicinò ad alcuni paesi dell’Ue. Nel 2007 Gheddafi andò in visita ufficiale in Francia, nel 2008 stipulò un trattato di cooperazione con l’Italia. Nel 2009 Gheddafi si recò a Roma.

La storia della Libia: la Primavera araba

Nel 2011, però, ci fu la Primavera araba. Un’ondata di insurrezioni colpì il nord- africa e non risparmiò la Libia.
Del resto, il paese stava subendo un regime totalitario da oltre 40 anni. La disoccupazione stava crescendo e il malcontento verso il governo esplose.

La Libia precipitò nella guerra civile che provocò numerosi profughi. Gheddafi continuò ad incitare alla resistenza contro i ribelli. Ma nell’ottobre del 2011 rimase ucciso in eventi che seguirono il suo arresto.

Da allora la Libia ha iniziato il cammino verso la democrazia e l’apertura verso la comunità internazionale.

Di recente però nuovi sconvolgimenti hanno attraversato lo stato. E una nuova guerra attraversa il paese. Leggi qui maggiori notizie sulla guerra in Libia, su Haftar e sulla situazione attuale.

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