Ieri sera, 8 ottobre 2019, presso la Maison Martino Midali di Milano, il famoso stilista ha tenuto la presentazione del suo nuovo libro “La stoffa della mia vita – un intreccio di trame e ordito”, scritto in collaborazione con Cinzia Alibrandi.

Edito da Cairo Editore, il romanzo dello stilista italiano racconta la sua vita scalino per scalino. Dalle origini a Mignete (Milano) fino al successo che lo ha portato ad essere un’icona nel mondo della moda.

Un viaggio sul filo dei ricordi, per scoprire un viandante della moda sempre in cammino, con un’anima gipsy mai placata, che coniuga la forza della terra da cui proviene con la soavità racchiusa tra le pieghe delle sue inconfondibili creazioni.

Maison Martino Midali
Martino Midali
Martino Midali e Cinzia Alibrandi durante la presentazione del libro

A monitorare l’incontro è stata Jo Squillo, in una location decorata da un perfetto gioco di luci e colori, spumante Rosè e Macarons firmati Enrico Rizzi in perfetta sintonia con il racconto di Martino Midali.

Fin dalle sue prime parole è stato possibile percepire quell’assoluta semplicità e spontaneità che si rivede nello stile della sua Maison e dei suoi vestiti. Un mondo dedicato pienamente alla figura della donna, sottolineata nel suo libro come nella sua vita e nella sua linea di moda.

Il viaggio di Martino Midali

Per chi non lo conoscesse Martino Midali è uno stilista italiano che ha visto gli esordi nel 1980. Grazie ad un attento lavoro e ad un grande amore per la vita, Midali ha trovato il successo che non avrebbe mai pensato di raggiungere.

“Non volevo creare un’azienda come questa, volevo creare un’azienda per divertirmi, per viaggiare, per far vedere le mie magliette”.

Inizia così la storia di Martino Midali, una storia caratterizzata da una lunga gavetta a volte anche dolorosa. “Ho sempre cercato di divertirmi con il mio lavoro e i dolori sono ripagati con le soddisfazioni. Confessa lo stilista. “Gestire un’azienda con il cuore non è facile, la sicurezza non è parte di questo lavoro. Eppure, mi ha insegnato a cercare un equilibrio nella mia vita quotidiana. Quando si è tanto felice l’indomani il lavoro ti riporta a terra ad affrontare le problematiche. E quando hai problemi non hai tempo di pensarci perché ti devi dedicare all’azienda.”

Il suo è un amore palpabile. Un amore non solo per la propria maison ma anche per la propria vita. Solo ascoltandolo si può percepire lo studio che lo ha portato alla creazione dei suoi modelli. Una curiosità che, come lui stesso racconta, lo ha sempre spinto ad aprirsi a nuove mode, nuove conoscenze, nuove amicizie che gli hanno lasciato segni indelebili.

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Il ruolo della donna nella sua firma

In un romanzo scritto a quattro mani con Cinzia Alibrandi, Midali ha raccontato tutto se stesso. “Il viaggio di Martino – racconta Cinzia – è stato di quelli che porta ad entrare nel cuore di una persona. Un viaggio anche di inconsapevolezza, perché inizia con Martino sognatore.” Un Midali che creava semplici magliette da vendere a poche persone, per ampliarsi poi al mondo delle boutique e della moda nazionale e internazionale.

Martino ha rivoluzionato prima se stesso e poi la donna, perché era per lui la donna con la D maiuscola e l’abito doveva essere il posto che la donna abitava”. È questo il fulcro della storia e dello stile di Midali: l’importanza della donna. Infatti, Jo Squillo sottolinea fin dall’inizio dell’incontro come Martino Midali abbia liberato le donne creando uno stile capace di farle sentire comode, sicure di sé e al tempo stesso eleganti. Insomma, di farle sentire delle vere donne.

“La donna che mi ha aiutato a trovare me stesso è stata la radical chic di Milano, che voleva mettere in evidenza la testa prima che il fisico.” Era quella donna capace di ribellarsi all’uomo, di far sentire la propria voce e le proprie idee. E così Midali si ribella alla moda del tempo. Utilizza il Jersey di cui diventa presto amante e crea vestiti adatti ad ogni donna e ad ogni taglia. “Il Jersey mi piaceva perché si adattava al corpo e questo lo rendeva un tessuto più prezioso della seta.”

La sua famiglia e le sue donne

I primi racconti sottolineati da Jo Squillo ed evidenziati nel libro, riguardano proprio due donne. Due figure fondamentali nella vita di Midali: la nonna e la madre. Un capitolo che ha impegnato lo stilista e la giornalista per circa cinque o sei mesi. “Si fermava spesso durante il racconto perché insisteva sull’aspetto fortemente intimo della nonna, una donna di polso ma pacata.” Racconta Cinzia Alibrandi. Una donna che si può ritrovare negli occhi di Midali, rappresentata da un amore indescrivibile che ha messo le basi per lo stile che oggi caratterizza la sua Maison.

E proprio da questi racconti si arriva alla nascita di un’azienda consegnata nelle mani delle donne. Certo, nel corso della sua carriera si è avvicinato anche al mondo maschile. Eppure creare vestiti da uomo non gli regalava la stessa emozione che suscitavano in lui gli abiti da donna. Come Midali racconta, durante la prima sfilata addirittura, avevano dimenticato di vestire i tre modelli a loro disposizione, concentrandosi sulla linea femminile.

All’interno del libro vengono raccontati poi anche i passaggi della sua vita che lo hanno portato fino ad oggi. L’esperienza con i fratelli Carraro che a 16 anni lo hanno preso sotto la loro ala aiutandolo a crescere nel mondo della moda. L’esperienza inglese e l’incontro con l’amore, fino all’esperienza americana che lo ha aiutato a crescere di fronte all’illusione del sogno americano.

Insomma, come ricorda Jo Squillo, Martino Midali è stato ed è ancora un pioniere, un precursore, un hippie dall’animo chic. E come ha ribadito lo stesso Midali: “la cultura hippie ha fatto di me quello che sono ora.”

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