Un presidente miliardario venerato come mago del caos. Meme che diventano talismani. Strateghi politici che leggono Julius Evola e flirtano con la chaos magick. Sullo sfondo, una realtà liquida dove la post-verità rende tutto manipolabile: la percezione di ciò che accade, il linguaggio pubblico, perfino l’idea stessa di destino collettivo.
La stella nera. Magia e potere nell’era di Putin e Trump, di Gary Lachman (traduzione di Michele Trionfera), è un libro che prova a interpretare la politica contemporanea da un’angolazione insolita ma sorprendentemente efficace: quella del rapporto tra immaginario esoterico, costruzione simbolica e potere.
Un’analisi politica “altra”, senza scivolare nel complotto
Il punto di forza del saggio sta nel tono: Lachman non ammicca al complottismo e non costruisce mitologie di comodo. Al contrario, lavora su un’idea più sottile e, proprio per questo, più inquietante: la politica moderna non persuade soltanto con argomenti, ma incide sulle persone attraverso immagini, slogan, archetipi.
Nel libro emerge una tesi centrale: molte derive populiste e nazionaliste — dagli Stati Uniti alla Russia, fino ai riflessi europei — si alimentano anche di un terreno culturale dove l’“occulto” viene inteso come tecnica del reale. In questa prospettiva, “magia” significa soprattutto capacità performativa: alterare ciò che le persone credono possibile, spostare i confini del discorso pubblico, trasformare un’idea in realtà condivisa.
C’è un passaggio che sintetizza bene la direzione del ragionamento: il populismo, quando funziona, non vince per logica ma per impatto immediato — “stimoli diretti e semplici” che parlano alla parte viscerale della mente, come fanno certi rituali o certe opere magiche.
Dalla “magia” del pensiero positivo al tradizionalismo di Guénon ed Evola
Il viaggio di Lachman attraversa correnti e figure che, pur rimanendo spesso sotto la superficie del dibattito mainstream, continuano a muovere immaginari, linguaggi e posture ideologiche:
- il pensiero positivo come tecnologia emotiva e sociale (non solo individuale)
- il tradizionalismo di René Guénon e Julius Evola
- autori e percorsi dell’esoterismo francese
- l’idea di politica come guerra simbolica: slogan, iconografia, narrazioni, “segni” condivisi
Il risultato è un saggio che alterna ricostruzione culturale e lettura politica, mostrando come certi riferimenti “occulti” non restino confinati ai margini, ma possano diventare strumenti di legittimazione, identità e influenza.
Perché rileggerlo oggi
Scritto durante il primo mandato Trump, La stella nera esce ora in una riedizione con una nuova prefazione dell’autore. Alla luce del secondo mandato, le riflessioni su strategie simboliche, uso della comunicazione come dispositivo emotivo e costruzione di consenso risultano ancora più attuali.
È un libro utile soprattutto a chi vuole capire come funziona il potere quando smette di presentarsi come ragione e si presenta come “storia”, come gesto, come segno.
Chi è Gary Lachman
Gary Lachman è scrittore e musicista statunitense. È stato bassista e fondatore dei Blondie e dagli anni ’90 ha intrapreso la carriera letteraria dopo gli studi su Colin Wilson. Tra le opere pubblicate in italiano si ricordano Jung il Mistico e P.D. Ouspenskij. Il genio nell’ombra di Gurdjieff.
Scheda libro
Titolo: La stella nera. Magia e potere nell’era di Putin e Trump
Autore: Gary Lachman
Traduzione: Michele Trionfera
Collana: Hrönir
Pagine: 328
Prezzo: 19,00 €
ISBN: 979-12-5554-149-3



