La stele del soldato Dolens alle Giornate dell’archeologia

Gli Uffizi esibiscono sui social l'iscrizione romana acquisita di recente

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Stele di soldato Dolens
Gli Uffizi presentano la stele del soldato Dolens alle Giornate dell'archeologia

Per le Giornate internazionali dell’archeologia gli Uffizi presentano al pubblico una recente acquisizione. La stele del soldato Dolens è del 3° secolo d.C. e appartiene a un pretoriano originario della Tracia.


Esiste un legame tra archeologia e architettura?


Perché mostrare la stele del soldato Dolens?

Si tratta di un’iscrizione funeraria che fa luce sui rapporti che intercorrevano tra la Tracia e Roma e il sistema militare. Sulla lastra tombale è inciso il nome del soldato e il corpo senza testa in uniforme leggera. Il reperto infatti si riferisce alla vita di uno dei primi pretoriani non italici che ha raggiunto l’Urbe per prestare servizio. L’imperatore Settimio Severo dopo il 193 d.C. promuove l’inserimento di persone di altri paesi nell’esercito. Dolens muore a 31 anni dopo 12 tra le fila delle forze armate. Interessante anche il fatto che a commissionare la pietra per la sepoltura sia Sebastianus, di leva insieme al defunto.

Le Giornate internazionali dell’archeologia

Da oggi al 20 giugno sono in programma tante iniziative per far conoscere al pubblico le scoperte archeologiche. I musei e le Soprintendenze organizzano appuntamenti, visite e conferenze che rendono la disciplina a portata di tutti. Gli esperti illustrano ai partecipanti i metodi dello scavo, la catalogazione fino all’esposizione nei centri di cultura. L’evento è l’occasione per proporre aperture straordinarie delle aree dei ritrovamenti. Anche la presentazione di progetti di valorizzazione del patrimonio del passato rientra nelle attività delle giornate.

Gli Uffici e la divulgazione della stele del soldato Dolens

Attraverso video, gli Uffizi approfondiscono alcuni argomenti attinenti all’iscrizione funeraria. La diffusione dei contenuti sui social ne incrementa la fruizione da parte del pubblico. I filmati descrivono l’importanza del greco nella cultura del tempo, facendo riferimento sia a Dolens che alla scultura ellenistica della Venere dei Medici. I ricercatori della Galleria degli uffizi ritengono infatti che il soldato parlasse la lingua di Platone e il Platone. La stele sarà poi collocata nel Corridoio vasariano, al termine dei lavori di restauro.