La spiritualità influenza la nostra salute mentale

Lo spiega la psichiatra Anna Yusim

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La spiritualità influenza il nostro cervello al punto da cambiarne la biochimica. Questo è quanto dimostrano gli studi della dottoressa Anna Yusim. La psichiatra, infatti, ha evidenziato una stretta correlazione tra spiritualità e salute mentale. In particolare, Yusim ha affermato che essere consapevoli di come la spiritualità influenzi la nostra psiche potrebbe assicurarci un tenore di vita migliore. Ma vediamolo in dettaglio.

La spiritualità influenza la psiche?

Spiritualità e psiche sono intimamente connesse. A confermarlo è la psichiatra Anna Yusim, docente presso la Yale Medical School. Grazie alle sue ricerche, la dottoressa ha dimostrato che il sentimento religioso influenza il nostro cervello tanto da modificarne la struttura chimica. E questo a prescindere dalle convinzioni religiose del singolo individuo. Infatti, Yusim ha osservato: “Qualunque sia il tuo credo, la spiritualità è qualcosa che può essere spiegata come un processo biologico di tipo neurologico“. L’asserzione integra la recente letteratura scientifica sulla correlazione tra spiritualità e salute mentale. Secondo gli studi, infatti, il sentimento religioso attiverebbe alcune aree specifiche del cervello. In particolare, farebbe aumentare i livelli della serotonina detta “l’ormone del buonumore” perché principale neurotrasmettitore legato al piacere. Quando ridiamo, ad esempio, questa molecola è rilasciata dal sistema nervoso insieme alle altre endorfine responsabili del senso di benessere. Essendo il precursore della melatonina, la serotonina svolge anche l’importante funzione regolatrice del ciclo sonno-veglia. Dunque, possiamo dire che la spiritualità influenza la nostra salute mentale perché attiva tali meccanismi biologici. Ma approfondiamo la questione. 

La neuroteologia: la scienza indaga la spiritualità

Negli ultimi anni, gli scienziati hanno esaminato la connessione tra cervello e spiritualità. Tanto che la materia ha originato un proprio settore di studi: la neuroteologia. Ad ogni modo, la letteratura scientifica concorda nel ritenere che la spiritualità influenzi la psiche umana. Infatti, secondo una ricerca pubblicata su Social Neuroscience, le esperienze religiose sarebbero in grado di attivare i cosiddetti circuiti di ricompensa. E questo, al pari dell’innamoramento, del gioco d’azzardo, della musica o delle sostanze stupefacenti. Ma veniamo a quello che sostiene la dottoressa Yusim.

La relazione tra spiritualità e cervello per la dottoressa Yusim

La dottoressa Anna Yusim si è interrogata sulla relazione tra spiritualità e psiche. In particolare, ha esaminato gli effetti del credo religioso sulla salute mentale degli individui. Secondo le sue conclusioni, la spiritualità non solo è legata alla mente umana ma è anche in grado di modificare la biochimica cerebrale. Inoltre, recenti studi confermano che la spiritualità apporta benefici anche alla salute fisica. In più, la dottoressa Yusim ha osservato come il sentimento religioso agevoli la guarigione “sia che si tratti di una pratica spirituale sia di una credenza spirituale, di un rituale o di un comportamento che promuova il benessere“. Ebbene, il sentimento religioso ha un forte impatto sulla salute in generale e su quella mentale in particolare.

La scienza spiega gli effetti della spiritualità sul nostro cervello

Uno studio su soggetti reduci da ictus ha mostrato come i pazienti che si identificavano in un credo religioso abbiano riportato una salute mentale di qualità più elevata. Infatti, gli scienziati ritengono che la spiritualità migliori la motivazione e sia di conforto alle persone affette da malattie croniche o stress. Il motivo è da ricercarsi nella chimica del cervello. Infatti, gli scienziati hanno notato che oltre a interessare i circuiti cerebrali collegati al piacere, la spiritualità stimola la produzione di serotonina, uno dei più importanti neurotrasmettitori.

La serotonina, ormone della felicità

Isolata negli anni ’30, la serotonina è responsabile di alcune funzioni biologiche come il tono dell’umore, il sonno, l’appetito e la sessualità. Inoltre influisce sull’apprendimento, sulla creatività, sull’empatia e sulla memoria. Una sua carenza potrebbe provocare ansia, attacchi di panico, mal di testa o insonnia. E nei casi più gravi depressione. Tuttavia, possiamo evitare questi disturbi già con l’alimentazione, senza ricorrere a farmaci specifici.

Alcuni consigli della dottoressa Yusim

Dopo aver dimostrato la relazione tra spiritualità e salute mentale, la dottoressa Yusim si è spinta oltre. Infatti, la docente ha chiarito che il sentimento religioso modifichi i processi mentali al punto da influire sulla percezione stessa degli eventi che ci accadono. Infatti la docente, che sta avviando un programma di salute mentale a Yale, ha asserito che la spiritualità modifica i processi cerebrali. Dunque, influenza anche il nostro modo di reagire. Tuttavia, ammette Yusim, rimane ancora molto da indagare in questo campo. Soprattutto perché la medicina non è una scienza esatta. Ad ogni modo, la psichiatra ha osservato che l’estrema variabilità del concetto di spiritualità si traduce in altrettanti benefici per la salute. Ecco alcuni dei suoi consigli.

Il proprio concetto di spiritualità

Innanzitutto, la dottoressa ha precisato che ognuno deve dare il proprio significato al termine “spiritualità”. Infatti, si tratta di un percorso individuale e introspettivo. Come ha rilevato la docente, per alcuni potrebbe essere Dio e per altri la Natura. Oppure entità ancora diverse. Ma c’è di più. La psichiatra ha spiegato che persino “un senso di interconnessione o un insieme di valori trascendenti che aiutano ad elevare la speranza, la fiducia e la perseveranza” integrano il concetto di spiritualità. Infatti, ha proseguito Yusim: “Sono tutti modi di instaurare una spiritualità, tutti ugualmente potenti“.

Accettare l’esistenza di una forza sovraordinata

Definito cosa s’intenda per spiritualità, il passo seguente è accettare ciò che ne consegue. La dottoressa consiglia soprattutto la meditazione. Infatti, secondo lei sarebbe utile praticarla a fine giornata quando “dobbiamo fare i conti con emozioni difficili“. Inoltre, la docente raccomanda due sessioni di almeno 20 minuti ciascuna al giorno. Alla fine, sarebbe bene trascrivere le proprie emozioni come in una sorta di diario. Per la psichiatra, la meditazione è anche “un potente modo per lasciarsi andare“. 

Trovare il modello che fa al caso nostro

L’ultimo consiglio della dottoressa è, forse, il più importante. Infatti, la psichiatra suggerisce di trovare un modo personale per affrontare le incertezze della vita. “La vita non è sempre gioiosa e serena“, ha osservato la psichiatra. “La vita è anche folle e piena di incertezze, paure, ansia e dubbi“. E ha concluso: “È guardarsi dentro e trovare quella forza interiore che spesso non sapevamo esistesse e attingere a quella quiete: questo è ciò che aiuta le persone a superare” le difficoltà.


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