Si è tenuta ieri a Barcellona la cerimonia per ricordare il 17A, il nome con cui gli spagnoli chiamano l’attacco terroristico del pomeriggio del 17 agosto del 2017 (seguito poco dopo la mezzanotte da un altro attacco di minor gravità nella cittadina di Cambrils), in una delle vie principali del capoluogo della regione catalana, la Rambla, che causò 16 vittime di 9 diverse nazionalità.

Tra le vittime due italiani, Luca Russo e Bruno Gulotta e una donna con doppia cittadinanza italo-argentina, Carmela Lopardo di 80 anni.

Ricordare gli avvenimenti e il nome di tutte le vittime é stato il ruolo di Ada Colau, Sindaco di Barcellona, che ha inoltre aggiunto:

“È stato un attacco vigliacco e senza alcuna giustificazione. Ma Barcellona ha reagito affermando la propria natura di città aperta. Non ci ha contagiato l’odio. La gente è uscita di casa e ha reagito ai barbari (…). Il terrore che abbiamo vissuto lo vivono tutti i giorni quelli che scappano dalla Siria, dallo Yemen, dall’Iraq o dalle altre zone di guerra”.

Importante é stata la presenza anche l’intervento di uno degli esponenti della famiglia reale, il re Felipe VI, per cercare di ricucire i rapporti con una città e una regione che negli ultimi anni si sono sempre più staccate dalla monarchia e dal governo spagnolo, ed dirigere il proprio impegno politico e il sentimento popolare verso un ideale di indipendenza. Proprio durante la visita dello scorso anno post attentato il sovrano era stato duramente contestato da parte dei presenti. Ieri il sovrano, dopo aver salutato uno per uno i parenti delle vittime ha tenuto a sottolineare:

“Abbiamo tutto l’anno per discutere di monarchia o repubblica, di indipendenza o autonomia. Oggi gli unici protagonisti saranno le vittime. Qualunque protesta sarà fuori luogo.”

Durante l’omaggio alla memoria delle vittime non sono però mancati, nonostante gli appello da più parti della politica e della società civile, oltre che della monarchia, atti di manifestazione politica, come la mini parata dei gruppi degli indipendentisti catalani e quella dei monarchici, decisi a mostrare il loro sostegno alla famiglia reale, gridando inni di supporto alla Corona, vista la presenza di alcuni membri della famiglia reale durante la commemorazione.

Il 17A è stato per la storia spagnola il terzo attentato più grande di sempre, aprendo una ferita difficile da chiudere tra i cittadini e tra i migliaia di turisti che ogni anno affollano il capoluogo catalano .

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