La Senatrice vita Liliana Segre rompe il silenzio. Sono davvero esausta troppo odio e polemiche. Guiderei la mia commissione

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La senatrice a vita e sopravvissuta ai campi di concentramento, Liliana Segre, torna sulle ultime vicende del dibattito pubblico e politico che l’hanno riguardata nelle ultime settimane.

Lo fa in un’intervista, dopo giorni e giorni di silenzio stampa. Giorni pieni per la senatrice, deportata nei campi di concentramento nazisti a soli 13 anni: giorni in cui ha visto l’assenteismo del centrodestra sulla sua Commissione contro la diffusione d’odio, gli insulti, l’assegnazione della scorta a 89 anni e le polemiche sulla cittadinanza onoraria.

Sono esausta. Troppa esposizione, troppo odio, troppe polemiche, troppa popolarità, troppo tutto. Alla mia età mi trovo a condurre un’esistenza che non avrei mai immaginato“, commenta Segre. La vita della senatrice è cambiata molto nelle ultime settimane: “A quasi 90 anni e per la sola colpa di essere una sopravvissuta alla Shoah e di esporre pacatamente i miei convincimenti, c’è bisogno che sia tutelata la mia sicurezza. È certo un condizionamento nella vita privata e mi disturba l’idea di essere un peso per lo Stato, però i carabinieri che mi accompagnano sono ragazzi meravigliosi che mi hanno adottata come una nonna, non solo con professionalità, ma anche con affetto“.

Segre non è un una persona che si arrende facilmente, anche se i momenti di difficoltà non mancano: “La tentazione di abbandonare il campo ogni tanto si affaccia. Se a quasi 90 anni finisci bersagliata da insulti, sotto scorta, senza più la vita semplice e riservata di prima, credo sia normale chiedersi “ma chi me l’ha fatto fare?”. Però dura poco“, commenta la senatrice.

La Commissione contro l’odio

La Commissione proposta da Segre ha incontrato diverse critiche e accuse: “La Commissione che ho proposto non può giudicare né censurare nessuno e non può cambiare le leggi. Si tratta di studiare un fenomeno, di avanzare proposte su un problema per cui tutti, anche gli esponenti dell’opposizione quando parlano a telecamere spente, si dichiarano allarmati. L’odio in rete dilaga. La convinzione di agire in una zona franca e nell’anonimato sta producendo un imbarbarimento, una sorta di bullismo su larga scala, che le leggi esistenti non riescono a contenere“.

La senatrice afferma di essere disposta ad assumere la guida della sua Commissione: “Sono stata in dubbio e certo il calendario degli anni non va indietro. Ma io credo in questa Commissione, dunque spero di reggere“. Sulla posizione di Matteo Salvini a riguardo commenta: “Sarò un’illusa, ma continuo ad auspicare che tutti si uniscano in un impegno bipartisan per prevenire le epidemie dell’odio. Io ho sperimentato i danni che possono produrre“. In seguito alle polemiche, Segre ha incontrato il leader leghista nella sua casa a Milano, anche se non racconta come sia andato l’incontro, sul quale i due senatori hanno deciso di mantenere la riservatezza in modo da evitare strumentalizzazioni politiche.

Segre è quindi intervenuta sulla valanga di messaggi di odio a lei indirizzati, spiegando che si tratta solo della punta dell’iceberg. Il meccanismo è questo: qualcuno inizia postando un attacco contro di me spesso veemente, non necessariamente di cattivo gusto, ma da lì parte la ridda dei commenti che si trasforma in una gara di esternazioni triviali, truci, immonde: decine, a volte centinaia, sotto ogni singolo post. Abbondano gli auguri di morte, gli insulti, il rammarico perché “i nazisti non hanno finito il lavoro”, l’accusa di essere una vecchia rimbambita e manovrata dai comunisti“, commenta la senatrice.

La cittadinanza onoraria

L’intervista prosegue toccando il tema della cittadinanza onoraria. Proprio nei giorni scorsi la questione è tornata al centro dell’attenzione mediatica dopo la proposta della giunta comunale di Biella di conferire il riconoscimento al conduttore televisivo Ezio Greggio: la stessa giunta, poco tempo prima, aveva respinto la proposta di assegnare la cittadinanza onoraria a Segre. Sulle amministrazioni che hanno rifiutato di concederle il titolo commenta: “Avere creato imbarazzo a quelle giunte mi dispiace. Il caso di Biella è stato però l’occasione di ricevere un fiore raro come il gesto di Greggio, che è molto più di una cittadinanza“.

Sul caso di Napoli invece afferma: “In quel caso non c’è stata una proposta dell’amministrazione comunale, ma la strumentalizzazione di un’assessora. Per rispondere alle critiche sulle sue dichiarazioni di odio verso Israele, ha detto: “Allora facciamo la Segre cittadina onoraria”. Io amo moltissimo Napoli, la prima città italiana insorta contro i nazisti, ma non mi presto come scudo umano per levare dall’imbarazzo l’assessora“.

Segre conclude intervenendo sulla proposta di Lucia Annunziata di candidarla come presidente della Repubblica. Un gesto che la senatrice rifiuta spiegando che si tratta di una carica che richiede “una sopraffina sapienza politica ed istituzionale, come il presidente Mattarella“. E taglia corto: “Non una novantenne arrivata come una marziana sulla scena politica“.

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