La sbalorditiva storia del co-fondatore di PokerStars

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Quanti di voi non hanno giocato o sentito almeno una volta nella vita, qualche amico puntare dei soldi sul tavolo verde online più famoso al mondo PokerStars. La storia del co-fondatore di PokerStars, Isai Scheinberg è incredibile.

Una mattina sale su un aereo diretto a New York dalla Svizzera, dopo il lunghissimo volo di nove ore, appena atterrato nella grande mela ad aspettarlo c’erano gli agenti federali. Isai ha vissuto per oltre 20 anni lontano dall’America, la maggior parte della sua vita l’ha trascorsa tra il Canada e l’isola di Man paradiso fiscale britannico, nel 2011 i pubblici ministeri americani lo avevano accusato di frode bancarie e riciclaggio di denaro. Isai si è sempre difeso respingendo tutte le accuse, dopo l’arresto è stato rilasciato su cauzione versando la somma di 1 milione di dollari.

Oltre PokerStars anche la piattaforma rivale Full Tilt Poker ha dovuto chiudere, ma lo stesso Isai è intervenuto acquistando la piattaforma e liquidando un procedimento di confisca civile. Il Dipartimento di giustizia ha utilizzato i proventi per pagare i clienti americani mentre PokerStars ha provveduto a pagare i clienti fuori dall’America di Full Tilt. Questo però non ha impedito di fermare i pubblici ministeri che hanno continuato a seguire Isai Sheinberg, nel frattempo il figlio Mark, ha portato avanti la vendita di PokerStars per 4,9 miliardi di dollari.

La storia di Isai Sheinberg con la sua piattaforma di Poker segna la fine di una lunga storia, un periodo in cui venivano trasportati milioni di dollari nelle compagnie offshore,  persone comuni illuse che si potesse raggiungere la ricchezza giocando online al poker.

La storia di Isai Sheinberg è veramente incredibile, è cresciuto in Lituania ha conseguito un master in matematica all’università di Mosca poi dopo si è trasferito in Israele, ha combattuto la guerra dello Yom Kippur del’73, ha lavoranto presso la IBM e infine si trasferì a Toronto. Ha avuto sempre la passione per il poker, infatti nel 1996 si presentò al torneo World Series of Poker di Las Vegas, cinque anni più tardi insieme al figlio decise di fondare la sua società PokerStars aprendo la sede in Costarica come facevano tutti.

Il successo di PokerStars incominciò a crescere con la formula dei tornei, un singolo giocatore comprando un torneo ad eliminazione al costo solo di 25 $ poteva sperare di vincere una grossa quantità di denaro non correndo il rischio di perdere somme di denaro, come pure il formato ad eliminazione diretta ha avuto un grosso successo, negli anni PokerStars è diventata la piattaforma più utilizzata del settore seconda soltanto PartyGaming.

Con il passare degli anni il dipartimento di Giustizia USA non ha riconosciuto ufficialmente le compagnie di Poker che operavano sul territorio americano, in quel periodo c’era tanta pubblicità sul gioco del Poker, tante sponsorizzazioni di personaggi famosi, partite in diretta di Poker, con l’introduzione per la prima volta della telecamera sotto le carte dei giocatori, ma nonostante tutto il Governo americano era ostile al gioco del Poker. Nel 2005 PokerStars spostò i suoi uffici principali nell’isola di Man, con le relative consulenze di molti studi legali americani, Scheinberg si trasferì sull’isola diventando lo chief technology officer di PokerStars.

In pochi anni PokerStars divenne la compagnia più grande al mondo di Poker online negli USA, le leggi che furono emanate, si concentrarono principalmente a monitorare i sistemi di pagamento, proprio le innumerevoli transazioni milionarie rimasero al centro dell’attenzione dei pubblici ministeri di Manhattan. Le grandi banche non consentivano più l’utilizzo delle carte di credito, la gestione di fiumi di pagamenti fu affidata a piccole società, per la maggior parte poco trasparenti e così i federali sequestrarono le aziende su cui transitavano milioni di transizioni del poker online; arrestarono diverse persone, si apri una vera e propria guerriglia come dichiarò pochi giorno dopo a Forbes l’avvocato di Full Tilt altra piattaforma di poker online.

Nel 2011 arrivò un anno terribile per le piattaforma di poker online, molti uomini d’affari, in particolare quelli del poker tra cui Sheinberg, Bitar, alcuni dipendenti di PokerStars, Full tilt e altri gestori di società più piccole di poker furono accusate di riciclaggio e frodi bancarie, i pm decisero di sequestrare anche i siti web. Successivamente Sheinberg riuscì a restituire i soldi, circa 150 milioni di dollari, trovò un accordo giudiziario con i pubblici ministeri federali, alla fine decise di non ricoprire alcun ruolo formale all’interno di PokerStars.

Molti proprietari di siti di Poker online negli Stati Uniti ammisero le proprie responsabilità, tranne Sheinberg, continuò ad operare dall’Isola di Man, escludendo dal gioco i giocatori americani. La piattaforma nonostante l’allontanamento dal territorio Usa ha continuato a guadagnare, 400 milioni di dollari ogni anno con un ricavo 1,1, miliardi di dollari. PokerStars aveva 89 milioni di utenti registrati di cui 5 milioni giocavano ogni mese, nel 2014 la famiglia Sheinberg decise di vendere PokerStars ad Amaya Gaming sostenuta da Blackstone per 4,9 miliardi di dollari.

Allo stato attuale Sheinberg si trova a New York, è stato rilasciato su cauzione da 1 milione di dollari, nei giorni scorsi il procuratore federale ha dichiarato che si sta negoziando un accordo con Sheinberg, per ora ha dovuto consegnare tutti i passaporti per occuparsi delle accuse che gli vengono contestate.