La Russia di Putin, lo “Zar” del Cremlino

Con Putin la Russia vuole ritornare a dominare il mondo, creando squilibri in politica estera. E con il nuovo referendum le cose potrebbero peggiorare.

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la Russia di Putin
Il presidente russo Vladimir Putin.

Vladimir Putin da semplice membro del KGB è diventato l’uomo forte della Russia che vuole dominare il mondo. Con il nuovo referendum estenderà i suoi poteri fino al 2036.

La Russia e lo “Zar” Vladimir Putin

Vladimir Putin è al potere in Russia da oltre vent’anni. E’ salito al potere nel 1999, dopo le dimissioni di Boris Eltsin.

Si dice che Putin abbia ottenuto tutta la sua fama da “politico forte” grazie alla sua carica di Primo Ministro, nel settembre 1999, quando ci furono una serie di attacchi in alcune abitazioni di Mosca e di Volgodonsk, nella Russia meridionale. In questi attentati morirono centinaia di persone. Putin rispose subito in modo molto deciso, pronunciando le parole che la maggior parte dei russi volevano sentire. Disse infatti: “Inseguiremo i terroristi ovunque. Sono stati i separatisti ceceni”. Infatti, le autorità russe decisero di incolpare i separatisti ceceni per gli atti terroristici.

Proprio da questo discorso ebbe inizio l’ascesa di Putin, attraverso anche i consensi del popolo. Tuttavia, la maggior parte degli oppositori e dei critici sostengono che questi attacchi siano opera dei servizi segreti russi, con il consenso di Putin, per giustificare l’invasione della Cecenia. I due maggiori critici in merito sono l’ex oligarca Boris Berezovski e l’ex spia russa Alexander Litvinenko.

Berezovski fu trovato morto nel 2016 nella sua casa di Londra, dove viveva da 16 anni. Litvinenko, invece, morì a Londra per un avvelenamento da Polonio 210. Un’indagine inglese concluse che gli omicidi furono probabilmente un’operazione del FSB e dallo stesso Putin.

Quindi, con molta probabilità, Putin avrebbe ottenuto il suo consenso con delle menzogne, giocando addirittura con la vita di molti cittadini. Ma la macchina di propaganda di uomo forte lo tiene al potere da più di vent’anni. Il suo unico scopo è proprio l’essere forte. Tanto da farsi pure fotografare tra le rocce della siberia, mentre fa judo, mentre lotta con le tigri o con un orso bianco.

La struttura del potere secondo Putin

Il presidente Putin ha centralizzato il potere, limitando l’autonomia delle regioni. Inoltre, gestisce direttamente ogni ramo del governo, e ha istituito nel tempo quelli che molti definiscono una “democrazia controllata”.

In Russia, le elezioni vengono indette, ma con Putin sono una pura formalità. Infatti, gli avversari che si presentano vengono criticati dai media, minacciati, perseguiti giudiziariamente o addirittura eliminati fisicamente.

Il Presidente, inoltre, comanda attraverso gli oligarchi. Quando salì al potere, la gente era stufa che la Russia fosse sotto il comando oligarca. Putin decise allora di incarcerare alcuni oligarchi, per dimostrare la forza anche nei loro confronti. In realtà, Putin sostituì questi con ulteriori oligarchi, promettendo loro parte dei guadagni della Russia.


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L’opposizione e la libertà di stampa nella Russia di Putin

Fare opposizione in Russia è praticamente impossibile.

Decine di oppositori di Putin sono stati uccisi in circostanze poco chiare negli ultimi anni. Altri sono finiti in carcere, come il famoso Alexey Navalny.

La libertà di stampa nella Russia di Putin è praticamente morta. Negli ultimi anni, infatti, molti giornalisti hanno perso la vita in circostanze misteriose o hanno subito minacce. Il caso più famoso è quello di Anna Politkovskaja. La maggior parte degli oppositori sostiene che dietro alla morte di questi redattori ci sia proprio la mano di Putin.

In Russia l’elenco della violazione dei diritti umani è divenuto ormai lunghissimo.

La comunità LGBTQ, ad esempio, è spesso vittima di persecuzioni. Le attività delle Ong e degli attivisti è fortemente limitata. In Russia esistono leggi che autorizzano i giudici a dichiarare qualsiasi Ong indesiderabile per motivo di sicurezza nazionale.

Referendum 2020: Putin fino alla morte

Quest’anno il Parlamento ha approvato la riforma costituzionale in Russia. Il referendum dei cittadini è stato quindi una pura formalità.

Con l’approvazione della riforma, Putin ha la strada spianata per poter rimanere al potere fino al 2036. Infatti, nella riforma ha cancellato il vincolo dei due mandati, per rimanere così il potere fino all’età di 84 anni.

Attraverso questo referendum, la Russia potrebbe diventare un Paese ancor meno libero. Potrebbe cercare di influenzare l’Occidente con ulteriori interferenze nelle elezioni, per permettere di comandare il mondo intero.

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