La risposta occidentale ai talebani sarebbe comica se non fosse tragica

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Per favore, non riconoscete i talebani“, ha implorato in lacrime la giornalista afghana Lailuma Sadid durante un video in streaming con la NATO. Il primo ministro neozelandese Jacinda Ardern aveva altre priorità e letteralmente ha pregato i talebani di “riconoscere i diritti umani”.Il mondo vi sta guardando“, ha avvertito Nancy Pelosi ai talebani, per niente preoccupati. La risposta occidentale ai talebani del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite è stata chiedere “l’immediata cessazione di tutte le ostilità e l’istituzione, attraverso negoziati inclusivi, di un governo che sia unito, inclusivo e rappresentativo, anche con la partecipazione piena, equa e significativa delle donne“.

La risposta occidentale ai talebani è ridicola

A confermare la sensazione di molti che l’America oggi sia un oggetto globale di scherno è arrivato il Dipartimento di Stato USA, che ha chiesto ufficialmente ai talebani di formare un “governo inclusivo“. Il capo della diplomazia europea, Josef Borrell, ha invitato i talebani al “dialogo”. Il ministro degli esteri britannico ha suggerito di aumentare gli aiuti all’Afghanistan. L’ex ministro dell’Economia della Grecia, Yanis Varoufakis, ha invece scritto: “I nostri pensieri sono con le donne afghane. La nostra solidarietà probabilmente significa poco per loro, ma è quello che possiamo offrire, per ora. Tenete duro sorelle!”. Un portavoce del ministero della Difesa tedesco, invece, si è espresso così sulla responsabilità di far uscire il personale afghano da Kabul: “Non li abbiamo obbligati a collaborare con noi”. Forse l’apice della depravazione. Poi c’è Twitter, il colosso digitale su cui oggi si svolge gran parte della diplomazia occidentale, che dichiara che i talebani potranno continuare a utilizzare i social “purché rispettino le regole“. E l’UNICEF, che dice che è “abbastanza ottimista” che i talebani rispetteranno il diritto delle donne all’istruzione.


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I talebani e la farsa occidentale

Intanto al Palazzo di Kabul il comandante talebano che ha pronunciato al mondo il discorso della vittoria è Gholam Ruhani. Ex prigioniero a Guantanamo è stato liberato perché ha detto che il suo “unico desiderio” era tornare in Afghanistan e “assistere suo padre, che è malato, nella gestione del negozio di elettrodomestici di famiglia a Kabul“. L’Occidente ora chiede ai talebani di essere abbastanza bravi da includere le donne nella loro teocrazia. Sembra di essere tutti in un episodio di South Park. Dopo vent’anni di guerra in Afghanistan, i talebani hanno trionfato e i nostri politici stanno reagendo male. Una guerra iniziata con le immagini di uomini che cadevano dalle Torri Gemelle e conclusa con la caduta di altri uomini da aerei americani in decollo da ciò che resta dell'”Aeroporto Internazionale Hamid Karzai”, che sarà presto ribattezzato Aeroporto Internazionale della Sharia”. Sicuri che non facciamo parte di un grande (tragi) film comico?