La rinascita della cultura

Il "Netflix della cultura" proposto da Franceschini e le previsioni sulle prime riaperture

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Il lockdown proposto dalle istituzioni ha aiutato ed incrementato l’uso del web da parte dei cittadini. Anche chi non era solito sfruttare le potenzialità di internet si è trovato catapultato in un mondo nuovo fatto di siti streaming, e-library, tour online di musei e di mostre. La cultura, forse per la prima volta, è alla portata di tutti. Sono numerosissime le iniziative streaming e di beneficenza pubblicizzate dal Ministero con l’ obiettivo di sostenere la campagna dell’ #iorestoacasa.

Decine di Università hanno messo a disposizione per gli studenti contenuti aggiuntivi fatti di interviste e conferenze per ampliare il proprio bagaglio di conoscenze. Un esempio fra tanti è quello dell’ Università degli studi Suor Orsola Benincasa di Napoli. L’ateneo propone ai propri studenti incontri con esperti attraverso il programma ‘La Quarantena con la Cultura’.

Galleria degli Uffizi, Firenze

La proposta di Franceschini

L’enorme partecipazione dei cittadini a queste iniziative culturali ha provocato reazione entusiaste nel mondo della politica. L’intento sarebbe di continuare questa diffusione di contenuti culturali online anche dopo la fine della crisi sanitaria. A parlarne è Dario Franceschini, ministro per i beni, le attività culturali e per il turismo, durante un intervista del 18 Aprile. Ai microfoni di Massimo Gramellini, il ministro ha lanciato l’ipotesi che possa essere creata una piattaforma a pagamento che abbia l’obiettivo di diffondere cultura di qualità. La proposta è quella di creare un “Netflix della cultura” che favorisca la diffusione dei prodotti culturali. Questo progetto, secondo il ministro, potrebbe essere portato avanti anche dopo la fine del lockdown per aiutare la ripresa del settore.

La ripartenza della cultura

Il Ministero è al lavoro da settimane per riuscire a fornire date precise per la riapertura dei luoghi culturali di maggior affluenza. Nonostante la proposta avanzata dal ministro Franceschini è ancora altissima la preoccupazione per quanto riguarda la riapertura di cinema e teatri. Ad aprire per primi, circa a metà Maggio, saranno parchi archeologici e grandi musei. Seguendo la regola di distanziamento sociale e l’ obbligo di mascherina, si potrà tornare a visitare queste strutture. L’idea è quella di creare dei percorsi personalizzati in modo da evitare assembramenti. Differente è il discorso di cinema, teatri e concerti dal vivo. Franceschini rassicura sul fatto che «nessun verrà lasciato solo» ma sono ancora molti i dubbi riguardante la ripresa di queste attività.

I settori in crisi

Se il settore audiovisivo è riuscito a tenersi in piedi grazie all’utilizzo delle piattaforme streaming, lo spettacolo dal vivo non è stato ugualmente fortunato. Si valutano perdite di milioni di euro per la stagione estiva e sono migliaia gli addetti ai lavori in cassa integrazione. Tantissimi sono i performer e lavoratori del settore che chiedono risposte dal governo o per lo meno un aiuto di qualche tipo. Il progetto C.r.e.s.c.o. (coordinamento delle realtà della scena contemporanea) ha cercato di sollecitare le istituzioni in un tentativo di far comprendere l’entità della crisi che la cultura italiana sta vivendo. Centinaia sono state le tournèe teatrali e i concerti rimandati per evitare assembramenti di qualsiasi tipo. La realtà è che attività di questo tipo non potranno essere riprese in maniera tradizionale finché non si riuscirà a assicurare la sicurezza dei cittadini.

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